«Senza presidi e controllo del territorio siamo costretti a convivere con il Far West». È l'ennesima denuncia che viene dal gruppo Facebook del Comitato Salvaguardia Zona Umbertina, con le immagini (girate questa notte) di una della piazze più frequentate dai giovani sul Lungomare di Bari: nel video, pubblicato da Mauro Gargano, si contano almeno dieci scooter transitare senza alcuna curanza delle regole. «All'Umbertino ormai è assuefazione all'illegalità», scrive.
L'asse tra Comune e Prefetto per l'Umbertino
Intanto nasce un «protocollo» per l’Umbertino. Le aggregazioni massive di persone nel piccolo quartiere del centro, l’inquinamento acustico, le notti insonni dei residenti rappresentano gravi fenomeni che vanno fermati una volta per tutte. E ora sembra che finalmente si sia creata una sinergia ad alto livello istituzionale per regolarizzare la movida in una delle zone più frequentate della città.
Il tema dell’Umbertino ha caratterizzato il comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza dello scorso 21 gennaio. Una seduta monotematica che si è svolta alla presenza del sindaco Vito Leccese, del prefetto Francesco Russo, nonché del nuovo questore Annino Gargano. Invitata a partecipare anche una delegazione del comitato per la salvaguardia dell’Umbertino. Ognuna delle forze in campo ha mostrato una spiccata sensibilità su una criticità irrisolta da anni. Seguiranno, pertanto, nuove riunioni, ma alcune basi sono state assunte. L’amministrazione ha rimarcato come al momento manchino materialmente strumenti e mezzi per intervenire in maniera capillare. Per tale ragione, l’obiettivo è addivenire ad una serie di sinergie tra prefetto e sindaco per poter utilizzare le forze di polizia statali innanzitutto per implementare i controlli. Prevista, inoltre, la possibilità di inglobare nei provvedimenti allo studio disposizioni contenuti in decreti legislativi che prevedano competenze ministeriali.
Le tre richieste del comitato - Il comitato di quartiere individua tre punti focali d’intervento. Il principale problema è legato alla presenza di troppi locali dedicati al «food & beverage» dediti alla vendita di bevande da asporto. Luoghi che diventano puntualmente riferimenti per aggregazioni eccessive fino a tarda ora. Una situazione che finisce con il pregiudicare anche le attività di ristorazione rispettose delle convivenza civile e della quotidianità dei residenti. Peraltro, proprio tali assembramenti finiscono con l’ampliare la criminalità, a cominciare dallo spaccio di droga che nella zona è ripreso a ritmi vertiginosi.
I residenti chiedono, inoltre, di istituire un divieto di consumo su suolo pubblico di alcol. Un provvedimento, peraltro, non soltanto già adottato in altri comuni, ma varato proprio a Bari, nel 2024 con l’istituzione delle zone rosse.
Infine, si richiedono controlli puntuali e stringenti, per rispetto legalità, in particolare per la vendita dell’alcol dopo la mezzanotte che, in realtà, già sarebbe vietata da una legge nazionale.
I possibili interventi - Alla luce dell’incontro, potrebbero essere emanate prima una serie di ordinanze sindacali, poi altri provvedimenti assunti di concerto con prefetto e questore. «Siamo in fase che potrebbe rivelarsi determinante per il nostro futuro», la riflessione dell’avvocato Mauro Gargano, presidente del comitato. «Combattiamo da troppo tempo per preservare gli equilibri del quartiere. Ma il buon senso oppure la volontà di alcune esercenti non può bastare. Occorre una cornice normativa ad hoc. Altrimenti, andando verso la bella stagione, l’Umbertino resterà invivibile».
(Davide Lattanzi)















