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In Puglia e Basilicata

Lo scalo

Porto di Bari, scavi finiti: ora tocca alle banchine

Prosegue pure il cantiere nel seno destinato ai container

09 Agosto 2022

G. Flavio Campanella

BARI - Un altro passo verso l’ammodernamento del porto è stato compiuto. Sono infatti finiti i lavori di dragaggio che prossimamente consentiranno alle navi commerciali di grande portata di accostarsi alle nuove banchine dell’ansa di Marisabella (e del molo Pizzoli). La Willem van Rubroeck, l’imponente imbarcazione della Jan De Nul Group, società belga specializzata negli scavi dei fondali marini e nelle costruzioni di infrastrutture marittime, è ancora ormeggiata al molo foraneo («si stanno facendo le verifiche post-operazioni», ha affermato Matthias Broersma, project manager della società armatrice), ma ha concluso le attività sul versante di ponente. La profondità dei fondali, dopo dopo aver sbancato la roccia per circa 600mila metri cubi, è ora di 12 metri come previsto. «Adesso per completare ci aspettano altri tre anni di lavori - afferma Giacomo Magliano, direttore tecnico di Fincosit, la società appaltatrice -. Si procederà con la prefabbricazione dei cassoni cellulari per fare le nuove banchine a Marisabella, con il completamento delle banchine a massi al molo Pizzoli, dove la batimetria è di -6 metri (nella darsena interna arriveranno imbarcazioni minori - n.d.r.), col ripristino cassoni preesistenti e con la realizzazione delle sovrastrutture e degli arredi. L’ultimo atto riguarderà i piazzali, previa esecuzione delle opere fluviali. Si prevede un sistema di raccolta e di trattamento delle acque che saranno scaricate a mare dopo essere state depurate. Consentitemi di fare un plauso per l'eccezionale collaborazione dell'ammiraglio Vincenzo Leone, comandante del Compartimento marittimo di Bari della Guardia Costiera».

SENO DI LEVANTE Contemporaneamente (la consegna delle opere a Marisabella-Pizzoli è prevista nel 2025) ci sarà l’avvio del cantiere della camionabile, l’arteria, inserita nel Pnrr, che cambierà il volto della viabilità perché destinata proprio ai mezzi pesanti che dal porto potranno raggiungere agevolmente l’autostrada (il 2026 è il termine massimo). Ma al porto c’è un altro fronte aperto: il dragaggio che riguarda il seno di levante, dove la profondità da raggiungere è di 13 metri (solo Trieste ne ha una maggiore) per consentire l’arrivo delle grandi navi container. L’operazione nel bacino, dove verranno recuperate due banchine, si concluderà entro l’anno a causa di un rallentamento causato dal ritrovamento di ordigni bellici (la bonifica è effettuata con la supervisione della Marina militare). L’escavo permetterà l’ancoraggio di grossi calibri, a vantaggio del comparto industriale, ad esempio del settore cerealicolo.

TERMINAL CROCIERE L’obiettivo finale è anche liberare gli accosti per le navi da crociera che già oggi insistono a due passi dal varco Dogana e dal centro storico. Il nuovo terminal passeggeri sulla darsena di ponente sarà realizzato alla banchina numero 10. La gara d’appalto, da oltre 9 milioni di euro, è in fase avanzata: aperte le buste (sette le offerte) e fatti i soccorsi istruttori, si è in fase di valutazione delle offerte tecniche. In autunno sarà aggiudicata e, una volta aperto il cantiere, si dovrà completare l’opera entro 600 giorni dalla data di consegna. ll nuovo terminal si svilupperà su una superficie di circa 3mila metri quadrati. La caratteristica principale della struttura sarà la polifunzionalità, poiché oltre ad essere utilizzata per l’accoglienza dei passeggeri, potrà ospitare conferenze ed eventi.

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