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In Puglia e Basilicata

Il caso

Bari, evade Ires con falsi conferimenti rifiuti: sigilli a beni per 4,6 milioni

L’amministratrice della società è indagata per evasione fiscale, fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione infedele

26 Luglio 2022

Redazione online

Un sequestro preventivo di beni del valore di circa 4,6 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di finanza di Bari nei confronti della società Centro Riciclo Sud srl del capoluogo pugliese. L’amministratrice della società, la 74enne Grazia Schino, è indagata per evasione fiscale, fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione infedele. Stando alle indagini dei militari del nucleo polizia economica finanziaria, coordinata dal pm di Bari Lanfranco Marazia, dal 2016 al 2020 l’imprenditrice avrebbe evaso l’Ires, l'imposta sui redditi della società, emettendo oltre tremila fatture per operazioni inesistenti, per oltre 2,4 milioni di euro in cinque anni, per un’evasione calcolata in circa 600mila euro. Le operazioni ritenute inesistenti si riferiscono, in modo particolare, a conferimenti di metalli e ferro misto in quantitativo «decisamente superiore» a quello reale. Per realizzare il raggiro fiscale la titolare della società avrebbe inoltre indicato in dichiarazione per tre anni elementi passivi inesistenti per quasi 15 milioni di euro, per una evasione complessiva di quasi 4 milioni.

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