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Buoni pasto più generosi nel 2026: l'esenzione arriva a 10 euro

Buoni pasto più generosi nel 2026: l'esenzione arriva a 10 euro

 
Agenzia Adnkronos

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Buoni pasto più generosi nel 2026: l'esenzione arriva a 10 euro

Giovedì 08 Gennaio 2026, 12:50

(Adnkronos) - Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2026 è confermato l’aumento a 10 euro dell’esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici.

Il limite che finora è stato fissato a 8 euro sale, dunque, di ulteriori 2 euro con l’obiettivo di dare una spinta al welfare aziendale e sostenere maggiormente lavoratori e lavoratrici.

Quali sono i vantaggi di un simile intervento per aziende e dipendenti?

Le novità della Manovra 2026 coinvolgono anche le misure di welfare aziendale e, in particolare, i buoni pasto concessi dai datori di lavoro ai dipendenti.

Già negli scorsi mesi si stava valutando una simile misura, ora l’intervento ha ufficialmente trovato spazio nel testo della Legge di Bilancio. Di cosa si tratta nello specifico?

La disposizione introdotta all’articolo 1, comma 14, della Legge n. 199/2025 incrementa la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro.

Prima di soffermarsi sul significato di tale intervento è utile ricordare che i buoni pasto rientrano tra i cosiddetti fringe benefit e sono titoli di pagamento che possono essere utilizzati per acquistare pasti o prodotti alimentari. Devono essere utilizzati esclusivamente dal titolare e hanno un valore prestabilito.

Al di sotto di tali soglie i buoni non concorrono alla formazione di reddito da lavoro dipendente per i beneficiari e non sono considerati ai fini della determinazione della retribuzione imponibile. Pertanto, non sono previsti maggiori oneri previdenziali a carico dell’azienda.

A determinare il valore prestabilito dei buoni è l’articolo 51, comma 2, lett c) del TUIR, il quale fissa i limiti a 8 euro per quelli elettronici/digitali e a 4 euro per quelli cartacei ed è proprio qui che interviene la modifica prevista dalla Legge di Bilancio 2026.

L’intervento, infatti, va a modificare la soglia relativa aibuoni pasto elettronici (quelli ormai più diffusi) con l’obiettivo di aumentare il valore dei ticket, da 8 a 10 euro.

I buoni pasto rappresentano, dunque, uno strumento di integrazione al reddito che i dipendenti possono utilizzare durante la pausa nell’orario di lavoro oppure al di fuori dello stesso, ad esempio per fare la spesa al supermercato.

Per i datori di lavoro l’incidenza dei costi è limitata in quanto le spese sostenute per l’acquisto dei buoni pasto da attribuire ai dipendenti sono deducibili.

L’intervento, l’aumento della soglia da 8 a 10 euro, va quindi a modificare la soglia relativa ai buoni pasto elettronici (quelli ormai più diffusi) con l’obiettivo di aumentare il valore dei ticket.

Da sottolineare il fatto che per i dipendenti non si tratta di un aumento automatico dei buoni pasto che ricevono attualmente. Con tale intervento, infatti, si rende solo più conveniente aumentare l’importo del ticket, sia per i datori di lavoro che non ci pagano le tasse sia per i dipendenti che ottengono un buono dal valore maggiore. Secondo le stime tale intervento potrebbe portare ai dipendenti un aumento netto del valore complessivo dei ticket tra i 200 e i 400 euro annui.

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