Da sabato 21 marzo, Kyma Mobilità ripristinerà il servizio serale a Lido Azzurro. A farlo sapere è l’azienda con una nota stampa a seguito dell’assemblea con i lavoratori. Una decisione entrata in vigore lunedì scorso, per prevenire episodi come quello del 10 marzo, quando un autobus era stato colpito da una sassaiola, sfiorando la tragedia per miracolo. L’ultimo di una serie di atti violenti che hanno avuto conseguenze per il personale e i passeggeri a bordo di un autobus preso di mira da teppisti. «La Polizia Locale – fa sapere l’azienda dei trasporti urbani - presidierà la tratta riattivata con un controllo mirato. La decisione, presa di concerto con il Comune di Taranto, va nella direzione concordata ieri in Prefettura durante il vertice sulla sicurezza alla presenza del Prefetto, del Questore, dei Comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza, dell’assessore comunale alle Partecipate, Gianni Cataldino e della presidente di Kyma Mobilità, Giorgia Gira».
L’intenzione, ha spiegato l’assessore alle Partecipate, Gianni Cataldino è di «aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini e dei lavoratori che abbiamo il dovere di tutelare». Per Cataldino è un punto fondamentale e imprescindibile. «Il questore – aggiunge – si è offerto di organizzare un tavolo tecnico utile a comprendere che tipo di attività si debbano implementare nell’area per raggiungere il livello di sicurezza adeguato». Si tratta di una prima azione in attesa del Tavolo tecnico-operativo su Lido Azzurro, coordinato dal Questore, che, come ha sottolineato Kyma Mobilità «servirà a definire strategie preventive e modalità d’intervento strutturate per contrastare il ripetersi di analoghe criticità in futuro».
Intanto la partecipata dei trasporti urbani cerca anche la collaborazione con i cittadini. «Come avvenuto in precedenza in altre zone della città per episodi simili, fondamentale resta la collaborazione dei cittadini per segnalare alle forze di Polizia azioni che vanno a minare la percezione della sicurezza nel loro rione».
«Bisogna – riferisce Francesco Zotti, segretario generale Filt Cgil Taranto – cercare di spezzare questo senso di emulazione. Perché ci siamo resi conto che i ragazzi si organizzano, si mettono d’accordo, magari non sanno quello che devono fare la sera e vanno a buttare i sassi agli autobus, a prendere di mira i mezzi di città. Non sarà un caso isolato: andremo avanti così fino a quando questo adagio terminerà o qualcuno pagherà le conseguenze delle sue azioni». Per il sindacalista si tratta di una questione di sicurezza: un atto di vandalismo, un’aggressione, possono costare ad un autista una distrazione alla guida. «La responsabilità sui passeggeri – sottolinea - è del lavoratore. Un conducente sa che non deve accadere nulla alle persone che trasporta, fino a quando scenderanno da quell’autobus. Però nel momento in cui mi arriva un bombardamento di sassi io potrei perdere anche il controllo di quel mezzo». Sindacati e azienda dicono di aver fatto di tutto per far aumentare la sicurezza sui mezzi. Dal bottone rosso a bordo degli autobus, per contattare immediatamente il centro di controllo che avverte le forze dell’ordine, alla scorta della polizia locale in orari e zone critiche. «Fino ad oggi – aggiunge Zotti – nulla è servito. Ecco perché chiediamo incontri nelle scuole e più educazione civica. Durante l’incontro in azienda – rivendica il sindacalista - abbiamo chiuso anche un accordo vantaggioso per i lavoratori dove siamo riusciti a strappare un buono pasto a nove euro».














