No alla separazione della trattativa su Taranto da quella degli stabilimenti del Nord. È la posizione di Fim, Fiom e Uilm dopo il comunicato di Confindustria Alessandria e Confindustria Genova, che invitano a dividere i negoziati sull'ex Ilva. Una richiesta su cui i sindacati sollecitano «una determinata risposta da parte del governo».
Per le organizzazioni metalmeccaniche «la priorità resta la tutela dell’occupazione in tutti gli stabilimenti. Emerge chiara la volontà di una vera e propria operazione di sciacallaggio ai danni dei lavoratori ex Ilva», un disegno «ora palesato senza scrupoli». Fim, Fiom e Uilm ricordano che esiste «un accordo di programma che non può essere modificato senza il sindacato» e che «l'integrità del gruppo ha tutelato i lavoratori garantendo reddito e occupazione».
«La sinergia industriale tra gli stabilimenti ha un unico obiettivo: difendere lavoro e prospettiva industriale», affermano, sottolineando che «sinergia non è sudditanza». I sindacati ribadiscono di essere «assolutamente favorevoli ai forni elettrici a Genova e a Taranto», e che «Genova e Novi Ligure devono avere le proprie produzioni da forno elettrico», soluzione «funzionale all’alimentazione degli impianti anche nei momenti di marcia ridotta di Taranto».
«Le aree rappresentano un interesse economico che fa gola», aggiungono, ma «la soluzione non può arrivare con la resa e la svendita: i lavoratori e i loro rappresentanti non lo permetteranno»
















