il caso

Nessuna estorsione, assolto un imprenditore tarantino

Un calvario giudiziario durato 10 anni

Il Tribunale di Taranto ha definitivamente assolto l'imprenditore di origine tarantina, A.B. dall'accusa di estorsione. L’imputato, difeso dall’avvocato Antonio La Scala era stato rinviato a giudizio perché avrebbe costretto la presunta vittima a consegnargli una serie cambiali in bianco per ripagarlo di un prestito concesso, secondo l'accusa iniziali, a tassi usurari.

Già durante le indagini preliminari l'uomo nel corso di un interrogatorio aveva spiegato ai finanzieri la vicenda e la Procura ne aveva chiesto l'archiviazione per l'accusa di usura: durante il processo iniziato nel 2016 l'avvocato La Scala ha dimostrato che la vittima aveva un ingente debito nei confronti dell’imputato titolare di una ricevitoria-tabaccheria a causa dell'acquisto costante di Superenalotto, Lotto e Gratta e Vinci.

Documenti e testimonianze hanno chiarito che l'imputato voleva solo riottenere il suo denaro e il Tribunale, riqualificando il reato da estorsione a “esercizio arbitrario delle proprie ragioni” ha assolto, a distanza di 10 anni, l'imprenditore.

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