Domenica 18 Gennaio 2026 | 20:06

Vestas Italia, da domani sciopero ad oltranza dei lavoratori a Taranto

Vestas Italia, da domani sciopero ad oltranza dei lavoratori a Taranto

 
Redazione online

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Fiom: «Nessuna risposta dall’azienda, stop al trasferimento a Melfi»

Domenica 18 Gennaio 2026, 17:31

Scatterà a partire da domani lo sciopero ad oltranza delle lavoratrici e dei lavoratori di Vestas Italia nel sito di Taranto. La mobilitazione è stata proclamata dalla Fiom Cgil a fronte della «assenza totale di risposte da parte dell’azienda». «A partire da domani prenderà avvio lo sciopero ad oltranza delle lavoratrici e dei lavoratori di Vestas Italia, una mobilitazione resa inevitabile dall’assenza totale di risposte da parte dell’azienda. Chiediamo al sindaco, ai parlamentari del territorio e a tutte le rappresentanze istituzionali di essere presenti domani alla mobilitazione, per sostenere concretamente le lavoratrici e i lavoratori Vestas in questa fase drammatica», sottolinea il segretario generale della Fiom Cgil di Taranto, Francesco Brigati.

La vertenza riguarda la decisione della multinazionale di trasferire l’unità locale di Service, il magazzino e il training center dal capoluogo ionico all’area industriale di San Nicola di Melfi entro il 1 marzo. «Insieme alla Uilm - prosegue - abbiamo formalizzato una richiesta di incontro urgente alla Task Force regionale per l’occupazione perché riteniamo indispensabile che tutte le istituzioni, dal Comune alla Regione, esercitino pienamente il loro ruolo in una vertenza che riguarda un pezzo fondamentale del tessuto produttivo e sociale del territorio».

Per Brigati «è inaccettabile che una multinazionale continui a ragionare esclusivamente in termini di taglio dei costi, ignorando completamente l’impatto sulle persone e sulle loro famiglie. È impensabile pretendere trasferte di 200 chilometri come soluzione organizzativa, senza alcuna considerazione per la vita dei lavoratori».
«Per riaprire un confronto vero - conclude Brigati - l’azienda deve sospendere immediatamente la procedura di trasferimento. Solo così sarà possibile avviare una discussione seria sul futuro produttivo e occupazionale del sito di Taranto».

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