Domenica 18 Gennaio 2026 | 08:21

Rifiuti a Taranto, ora cambia tutto: «Ricomincio da quattro»

Rifiuti a Taranto, ora cambia tutto: «Ricomincio da quattro»

 
FABIO VENERE

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FABIO VENERE

Taranto, borgate vicino al mare sommerse dai rifiuti: ecco la triste cartolina

La città divisa in macro aree per migliorare il servizio di raccolta

Domenica 18 Gennaio 2026, 06:00

Un nuovo Piano per i rifiuti. L’ex Amiu, in attesa che il contratto di servizio con il Comune di Taranto assuma forma e sostanza (e ce ne vorrà di tempo ancora), sta per attuare una riorganizzazione del servizio. Che, con le dovute proporzioni, potrebbe essere accostato a quello che è stato ribattezzato come il “modello Gualtieri”, con chiaro riferimento al piano varato a Roma che ha privilegiato una raccolta territoriale dei rifiuti e non più legata, quindi, a rigide distinzioni amministrative tra i vari Municipi (sono le nostre ex circoscrizioni) della Capitale. E lì, il piano ha avuto successo sia in termini di decoro urbano che di aumento della raccolta differenziata, che ha superato il 50 per cento.

Tornando a quel che, a breve, accadrà a Taranto l’azienda del Comune darà quindi il via a una rimodulazione complessiva del servizio di igiene urbana per macro-aree funzionali, con l’obiettivo di superare così l’attuale separazione operativa tra lo spazzamento e la raccolta, oggi gestiti come se fossero due settori distinti ma territorialmente sovrapposti. L’idea che ispira il Piano, così come è stato accennato anche ai sindacati, è quella di dar vita ad un modello più territoriale che metta al centro le zone della città, assegnando a ciascuna di esse un unico responsabile che coordini tutte le attività sul campo. E per raggiungere questi obiettivi, Kyma Ambiente dividerà il territorio comunale in quattro macro-aree, ognuna affidata alla responsabilità di un singolo caposettore che coordini in modo unitario tutte le attività: dallo spazzamento (manuale e meccanizzato) alla raccolta differenziata delle utenze domestiche e delle attività commerciali e artigianali presenti nel relativo territorio di competenza.

Le macro-aree individuate sono le seguenti: Borgo – Città Vecchia; Paolo VI – Tamburi – Lido Azzurro; Italia Montegranaro – Tre Carrare – Solito Corvisea – Salinella – Taranto 2 e, infine, San Vito – Lama – Talsano – Marina di Taranto. In questo modo, ogni zona della città avrà un unico referente operativo che vedrà in tempo reale (o quasi) il livello di pulizia delle strade e l’andamento della raccolta differenziata, con la possibilità di intervenire in modo tempestivo su specifici aspetti critici (strade particolarmente sporche, aree con maggiori abbandoni di rifiuti, zone con bassi risultati di raccolta differenziata e altro ancora).

Oltre alle macro-aree territoriali, l’ex Amiu prevede comunque il mantenimento di due unità trasversali, con competenza su tutto il territorio comunale.

Inoltre, ci sarà un addetto di Kyma Ambiente che si occuperà in modo specifico di: organizzazione dei servizi dedicati alle utenze non domestiche più strutturate (grande distribuzione, attività produttive con flussi di rifiuti particolari, enti pubblici e militari); gestione operativa e coordinamento dei Centri comunali di raccolta e delle isole ecologiche. L’obiettivo è, in questo caso, quello di evitare frammentazioni e duplicazioni di responsabilità tra le diverse macro-aree.

Infine, il Piano di rimodulazione organizzativa dell’ex Amiu prevede che un dipendente dell’azienda si occupi della gestione centralizzata di tutte le attività “a chiamata” e di pronto intervento: gestione del numero verde e degli altri canali di segnalazione da parte della cittadinanza; programmazione ed esecuzione degli interventi di ritiro abbandoni illeciti; supporto operativo agli eventi sul territorio (manifestazioni, iniziative pubbliche); gestione del pronto intervento per situazioni impreviste o emergenziali; movimentazione, sostituzione e gestione dei cassonetti sull’intero territorio comunale. Secondo il Piano, quindi, i capisettore e capiufficio di macro-area diventeranno interlocutori operativi sul campo quando gli interventi interesseranno le loro zone, ma la regia delle segnalazioni rimarrà centralizzata da parte del dipendente che verrà individuato, in modo da avere una visione unica dei carichi di lavoro e soprattutto delle criticità diffuse sul territorio.

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