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Gestivano case per appuntamenti nel centro di Taranto, tre arresti per sfruttamento prostituzione

Gestivano case per appuntamenti nel centro di Taranto, tre arresti per sfruttamento prostituzione

Gestivano case per appuntamenti nel centro di Taranto, tre arresti per sfruttamento prostituzione

 
Redazione online

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prostituzione

Due uomini di 49 e 62 anni, e una donna di 46

Mercoledì 17 Luglio 2024, 07:24

13:13

TARANTO - Alle prime ore di questa mattina la polizia ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di custodia cautelare a Taranto, a carico due uomini di 49 e 62 anni e di una donna di 46, rienuti a vario titolo presunti responsabili di associazione a
delinquere finalizzata al favoreggiamento della prostituzione, sfruttamento della prostituzione e violazione di sigilli. I tre avrebbero gestito case d'appuntamento nel centro del capoluogo jonico.

Le indagini, condotte dal personale della squadra mobile e coordinate dalla Procura, sono partite a luglio del 2022 dopo una rapina avvenuta all’interno di un b&b: un giovane 30enne tarantino - poi denunciato - dopo aver avuto un rapporto a pagamento con una donna straniera, l'aveva ferita con un coltello e rapinata.
Da ulteriori approfondimenti è emersa l’esistena di un’associazione dedita allo sfruttamento della prostituzione che avrebbe provveduto ad affittare per periodi non superiori ai 20 giorni appartamenti a giovani ragazze provenienti da varie parti d’Italia. I tre componenti del gruppo avevano compiti ben precisi. Mentre i due uomini si sarebbero occupati di tenere i contatti con le donne e di riscuotere gli affitti, circa 4.000 euro al mese, la donna - moglie di uno dei due indagati - si sarebbe occupata dell’accoglienza e della logistica a ogni nuovo arrivo.

Inoltre, pur di continuare la loro attività, avrebbero violato più volte i sigilli di un altro appartamento ubicato sempre nel centro cittadino e posto sotto sequestro dalla polizia a novembre del 2022 perché al suo interno alcune donne si prostituivano.
Per il 49enne, ritenuto il presunto organizzatore del gruppo, è stata disposta la custodia cautelare in carcere; per gli altri due gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
I conseguenti accertamenti patrimoniali hanno consentito inoltre di quantificare in circa 26mila euro il profitto dell’attività dell’associazione, risorse che sono state sottoposte a sequestro preventivo

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