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Ex Ilva di Taranto, addio al carbone grazie all’eolico offshore

Ex Ilva di Taranto, addio al carbone grazie all’eolico offshore

Ex Ilva di Taranto, addio al carbone grazie all’eolico offshore

 
Mimmo Mazza

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Mimmo Mazza

Ex Ilva di Tranto, addio al carbone grazie all’eolico offshore

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Sabato 02 Settembre 2023, 07:48

TARANTO - La produzione di energia elettrica tramite l’eolico offshore galleggiante attiverebbe alcuni settori chiave per l’Italia, in particolare quello dei prodotti metallici, dei materiali da costruzione, della meccanica avanzata, delle naval-meccanica e delle attrezzature elettriche, per un totale di 255,6 miliardi di euro (che farebbero del nostro Paese il secondo in Ue, dietro la Germania) e 1,3 milioni di occupati.

È quanto emerge dalla Floating Offshore Wind Community, un progetto creato da The European House - Ambrosetti in collaborazione con i partner Renantis, BlueFloat Energy, Fincantieri e Acciaierie d’Italia, la società che gestice l’ex Ilva di Taranto. A presentare l’iniziativa ieri mattina in una conferenza stampa nell’ambito del Forum di Cernobbio sono stati Valerio De Molli, managing partner & ceo di The European House - Ambrosetti; Pierroberto Folgiero, ceo di Fincantieri; Lucia Morselli, ceo di Acciaierie d’Italia; Carlos Martin Rivals, ceo di BlueFloat e Toni Volpe, ceo di Renantis, coadiuvati dall’advisor scientifico Tim Pick, già consulente del governo del Regno Unito per lo sviluppo dell’eolico offshore.

Da un confronto con i principali player internazionali, emerge che, con una capacità installata di eolico offshore (a fondo fisso) al 2022 pari a 30 megawatt e un obiettivo al 2030 pari a 2,1 gigawatt (tra impianti a fondo fisso e galleggiante), l'Italia...

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