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L'inchiesta

Il Mercato «Fadini» di Taranto sempre più vuoto

Il Mercato «Fadini» di Taranto sempre più vuoto

Il Mercato «Fadini»

I commercianti allarmati per le vendite in netto calo durante la settimana: «Così si chiude»

11 Agosto 2022

Valentina Castellaneta

TARANTO - «Se stai una mezz’oretta con noi ti rendi conto che non riusciamo a incassare neanche cinque euro» racconta un commerciante in un Mercato Fadini quasi vuoto. «Come ci vedi ci scrivi - dice - dalla mattina al pomeriggio la vendita è lenta, se stai qui una mezz’ora con noi lo vedi. Dobbiamo anche trattare quando vengono i clienti». Senza vendite e senza clienti (se non nel fine settimana) si deve trovare il modo di campare dice il commerciante.

«Come vendite zero proprio: fra la guerra, l’aumento del gasolio, la gente - confida un venditore di frutta - non viene più con la macchina, vengono a piedi o con l’autobus, per non portare pesi non comprano niente. Le vendite sono diminuite proprio tanto durante la settimana». Così, la frutta non venduta, spiega il commerciante «va a finire nel bidone dell’immondizia, pagata da me, senza nessun guadagno». Qualche volta passano dal mercato associazioni di volontariato e riescono a salvarla, ma non accade con regolarità. Si tratta di articoli che non sono adatti neanche al Banco alimentare, che tratta soltanto alimenti con lunghe scadenze.

Lui ha il banchetto al mercato Fadini dal 1994 e racconta che la situazione è difficile da cinque anni più o meno. «Siamo una famiglia monoreddito e riusciamo ad andare avanti con l’aiuto dei nonni».

Gli avventori dicono che cercano di comprare la frutta e la verdura dal mercato, qualcuno sostiene che le sue abitudini non sono cambiate, qualche altro racconta che ha iniziato ad acquistare meno per evitare gli sprechi. Una signora racconta che ha iniziato a fare la spesa al mercato una volta alla settimana perché qui, dice, costa meno rispetto ai fruttivendoli di vicinato.
Effettivamente i prezzi sono più bassi, qualcuno azzarda a mettere in mostra fagiolini freschi a cinque euro, ma è l’unico. Nella parte retrostante del mercato molti banconi sono vuoti. «Preferiscono stare chiusi durante la settimana per non perdere soldi» dice un vicino.

«Questo mercato era il mercato principale di Taranto» racconta un commerciante che spiega: «ultimamente è stato trascurato, un po’ dall’amministrazione, un po’ per la pulizia, perché purtroppo gli operatori ecologici sono quelli e quello che fanno è già tanto. Dal Comune si sono fatti vedere tutti durante la campagna elettorale. Tutti e non faccio nomi – rimprovera il fruttivendolo - poi finita la campagna elettorale bye bye, chi si è visto si è visto».

«Le vendite - commenta un altro commerciante - calano perché la gente ha pochi soldi. Prima le persone venivano tutti i giorni, ora vengono una volta la settimana, al sabato, o quando possono spendere. I soldi sono pochi per tutti e la situazione è questa e dobbiamo andare avanti lo stesso, stringiamo la cinta, finché arriva. Quando poi non ce la facciamo più vediamo cosa c’è di alternativo».

Paolo vende il pesce, ha trovato un modo per avvicinare i clienti inviandogli video su Whatsapp, con il pescato del giorno. «Lavoriamo molto grazie ai social network - spiega il pescivendolo - così se c’è una richiesta possono venire a ritirare anche un po’ più tardi. Il mercato del pesce per il momento si è un po’ fermato, ma è normale per l’estate perché fa troppo caldo e le persone non hanno voglia di cucinare, quindi aspettiamo tempi migliori. Anche se la settimana di ferragosto stiamo riuscendo a lavorare. Finito agosto sicuramente ricominceremo a lavorare nel solito modo caotico e impegnativo». Paolo racconta che il prezzo del pesce è aumentato di tre o quattro euro al chilogrammo e lui un po’ ne ha risentito, ma spera che in autunno il mercato si riprenda.

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