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Ex-Ilva, domani in Consiglio dei Ministri la norma con intervento finanziario, parola di Giorgetti

«Tragedia sfiorata all'Acciaieria 2 dell'ex Ilva di Taranto»

L'ex Ilva di Taranto

Azienda a corto liquidità. Giorgetti: «Domani adempiremo compito»

03 Agosto 2022

Redazione online

TARANTO - Il decreto legge sul tavolo del Consiglio dei Ministri di domani conterrà delle norme che potranno essere applicate all’ex Ilva, considerando che costituisce un asset strategico nazionale, e da parte del governo ci sarebbe la disponibilità a un intervento finanziario con garanzia di stato per Acciaierie d’Italia, e altre realtà industriali, che sia «sufficiente» all’azienda fino a quando le condizioni di contesto torneranno a una relativa normalità. E' quanto avrebbe detto il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’incontro al Mise sulla situazione dell’ex-Ilva di Taranto. Lo si apprende da fonti sindacali. "Avevamo un compito a casa da fare e credo che entro domani lo adempiremo», avrebbe detto Giorgetti, precisando che «la norma è in una fase di limatura» e auspicando che l’intervento in questione possa essere assecondato dal socio Arcelor Mittal. Al tavolo oltre ai rappresentati sindacali, è presente anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e i vertici di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè e Lucia Morselli. Il ministro Orlando avrebbe aggiunto che rispetto all’ultimo incontro su Ilva «abbiamo dato corso all’impegno sui controlli da realizzare e sono state fatte ispezioni a partire dal 12 luglio nei siti di Taranto, Genova e Novi Ligure». Il resoconto è arrivato il 27 luglio all’Ispettorato del lavoro e ora è al vaglio di approfondimenti. Per il ministro Orlando il ritardo dell’arrivo delle materie prime a Taranto «comporta il rallentamento della produzione anche nei siti di Genova e Novi Ligure».

L'ad di Acciaierie d'Italia, Lucia Morselli: «Azienda sana ma con carenza di liquidità»

«E' un’azienda sana ma ha destinato tutte le risorse e la ricchezza generata agli investimenti, che non abbiamo mai smesso di fare e che continuiamo a fare. Investimenti per il piano ambientale che significa il nostro futuro. La carenza è quella del circolante, che non nasce adesso ma c'è da due anni». Lo ha detto l’Ad di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli nel corso del vertice che si sta svolgendo al Mise sull'ex Ilva alla presenza delle organizzazioni sindacali. «Siamo quindi limitati - ha aggiunto - nell’acquisto delle materie prime e della produzione via via da monte a valle. Quest’anno spenderemo 400 milioni in investimenti. Impegno preso anche con il Ministero del Lavoro che ha concesso parallelamente flessibilità sul lavoro. Noi vogliamo un’azienda con un futuro e per averla serve finanza, anche visto il costo dell’energia. Se non rispettassimo gli impegni di investimento - ha spiegato l’amministratore delegato - il futuro non lo avremmo. Impegni significa il miliardo e duecento milioni investiti tra ambiente e sviluppi tecnici effettuati a fine 2022».

«Ad oggi ArcelorMittal ha versato 1,8 miliardi e Invitalia 400 milioni e questo spiega anche perché è in maggioranza». Lo ha sottolineato l’Ad di Acciaierie d’Italia Lucia Morselli al vertice sull'ex Ilva in corso al Ministero dello Sviluppo Economico. E’ quanto si apprende da fonti aziendali presenti al tavolo. «Ci sono altri impegni - ha osservato la manager - da parte di AM, non meno importanti e anche dirimenti nella situazione attuale. Come ad esempio la garanzia per 300 milioni per il gas, firmata da ArcelorMittal tre giorni fa. Senza questa avremmo dovuto ridurre al minimo la produzione ad un livello solo per proteggere gli impianti». In merito alla contestazione dei sindacati che riguarda le ferie tramutate in cassa integrazione, replicando al segretario generale della Fim Benaglia, l’Ad Morselli ha sostenuto che "ferie e cassa integrazione sono state verificate tutte e finora non ci sono stati rilievi».

Giorgetti, domani in cdm norma salva Ilva

Nel Consiglio dei ministri di domani arriverà un «nuovo intervento a supporto della gestione dell’operatività» dell’ex Ilva. Lo conferma il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, al termine del tavolo oggi al Mise su Acciaierie d’Italia, presieduto dal ministro stesso e con la partecipazione del ministro del lavoro Andrea Orlando. «Avevamo un compito a casa da fare e credo che entro domani lo adempiremo», ha dichiarato il ministro Giorgetti nel corso del suo intervento, facendo riferimento al nuovo strumento normativo che il Governo sta definendo in vista del decreto legge che sarà all’esame del prossimo.

I sindacati: ci aspettiamo un giro di boa

«C'è bisogno che il provvedimento di domani faccia cambiare la situazione, sia un giro di boa, e permetta all’azienda di riprendere quella marciabilità, in sicurezza e senza incidenti e di riprendere un attività produttiva che oggi sta scemando». Lo afferma il segretario generale della Fim-Cisl, Roberto Benaglia, al termine dell’incontro al Mise. "Deve essere così - aggiunge Benaglia - e abbiamo chiesto al governo di premere sulla gestione aziendale perché garantisca dei risultati e ci siano verifiche su come si può andare avanti. Se il governo tira fuori i soldi molto bene, ma devono essere spesi bene per far lavorare e diminuire la cassa integrazione». Quella dell’ex Ilva, continua, «non è una normale crisi, c'è un polo, il più grande polo siderurgico d’Europa lasciato all’abbandono dal punto di vista manageriale. L’azienda dice che non ha più risorse per lavorare, ma questo non fa altro che peggiorare la situazione. Oggi il governo è venuto annunciandoci un provvedimento che ci dicono importante, sufficiente e serio per poter risolvere la partita della liquidità, sarebbe stato meglio che il governo fosse venuto con cose più concrete», così gli è stato detto che non si può fermare tutto con la campagna elettorale e che «non si può passare diciamo il cerino al prossimo governo».

«Domani è una giornata conclusiva, è l'ultimo giorno che il consiglio dei ministri ha per poter emettere un decreto. Un decreto che a detta dei ministri riuscirà ad affrontare il tema ormai drammatico della liquidità. Loro sono convinti di poter emetter un provvedimento che non sia un provvedimento di aiuto ma che riesca a risolvere il problema che da mesi noi stiamo sollevando». Lo afferma Rocco Palombella segretario generale Uilm, al termine dell’incontro al Mise durato oltre due ore. "Abbiamo già richiesto un incontro alla fine del mese, per verificare, una volta varato il provvedimento - aggiunge - e quantificata la somma, di fare in modo che ci sia una interlocuzione e che cambi radicalmente quanto si è verificato in questi anni. Se non ci sarà questo, abbiamo già annunciato la mobilitazione». Per Palombella, è «stato un incontro drammatico con toni accesi e abbastanza sostenuti. Noi abbiamo continuato a denunciare l'inerzia da parte del governo, la mancanza di provvedimenti definitivi, una situazione che è stata riconosciuta dallo stesso governo e la mancanza di un rapporto con la stessa azienda, un rapporto di incomunicabilità e che diventa ancora più complicato per poter gestire questa situazione. Avere 8000 lavoratori in cassa integrazione senza una reale prospettiva, avere tanti lavoratori del sistema degli appalti senza una retribuzione e una certezza occupazionale, è un qualcosa di drammatico».

«Oggi sarebbe dovuto arrivare il ministro Giorgetti con una soluzione, invece è venuto con delle indicazioni. Stiamo ancora aspettando, il ministro sta ancora aspettando che Il consiglio dei ministri decida, mentre invece oggi era la giornata in cui ci doveva dire le risorse a disposizione: cioè la conferma del miliardo al quale ha fatto riferimento dell’incontro precedente, necessario a far girare impianti e a far lavorare lavoratrici e lavoratori». Lo afferma Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, al termine dell’incontro al Mise sulla situazione dell’ex-Ilva di Taranto. "Invece siamo ad attendere l’ennesimo incontro del consiglio dei ministri - continua - per poter valutare le decisioni. Davanti a una situazione di questo tipo, per quanto riguarda le lavoratrici e i lavoratori dell’ex Ilva la rabbia sta montando in maniera molto forte, perché aumenta la cassa, perché non c'è lavoro sugli impianti». "E' del tutto evidente - conclude - che senza una svolta da parte del governo, siamo pronti a riunire tutti i delegati di tutti gli stabilimenti con tutte le altre organizzazioni sindacali per mobilitarci e per cambiare la situazione all’interno degli stabilimenti, sia nei confronti dell’azienda sia nei confronti del governo».

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