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Taranto, domenica 3 luglio il Museo MarTA resta chiuso: «Carenza di personale»

Taranto, domenica 3 luglio il Museo MarTA resta chiuso: «Carenza di personale»

Secondo i sindacati, «a fronte del personale sempre più ridotto e dei pensionamenti che si registrano ogni mese, le attività subiscono un incremento esponenziale (visite guidate, didattica, compleanni) portando entrate economiche nelle casse del MarTA ma non in quelle dei lavoratori»

30 Giugno 2022

Maristella Massari

«Domenica 3 luglio 2022 il Museo Archeologico Nazionale di Taranto rimarrà chiuso al pubblico per carenza di personale». La tegola è di ieri pomeriggio. Si è abbattuta pesantemente sull’immagine che si va costruendo di una città che “apre” al turismo. Raccontiamo nelle pagine di questa edizione del lavoro di Confcommercio per preparare i suoi addetti a interagire con i turisti. Di come la città cambi, dei crocieristi che ogni mercoledì ci ricordano che un altro mondo è possibile al di là delle ciminiere.
Poi però dobbiamo fare i conti con la realtà e il paradosso: l’attrazione culturale maggiore della città nel giorno di domenica resta chiusa. Proprio quel MarTa che ha faticosamente ed egregiamente portato il nome di Taranto nel mondo e tra le élite della moda, del cinema, della musica. E si potrebbe continuare all’infinito. Il simbolo stesso di Taranto è nella navicella d’oro finemente cesellata che mani d’artista modellarono per qualche matrona nell’età ellenistica e che noi ammiriamo in quelle teche illuminate dai led.

Chiude di domenica il Museo Archeologico, nel giorno delle gite fuoriporta, delle famiglie riunite, dei turisti che lasciano spiagge troppo affollate per dedicarsi ad una città bellissima che fatica a credere nelle sue potenzialità. Chiude per mancanza di personale. Le Rsu e i sindacati Uil, Cgil e Flp hanno ritirato qualche giorno fa la firma dal progetto di produttività che permette di aprire il Museo nazionale archeologico nei giorni festivi andando oltre la quota prevista per legge del 30% dei festivi. Quindi il Museo rischia di veder chiuse le proprie porte al pubblico non solo la prossima domenica. Le organizzazioni sindacali sottolineano di aver assunto questa iniziativa «al fine di non ricevere le solite promesse ma fatti concreti» ed esprimono il «malcontento generale» dei dipendenti «dovuto ai carichi di lavoro eccessivi che non tengono conto della carenza gigantesca del personale».

Secondo i sindacati, «a fronte del personale sempre più ridotto e dei pensionamenti che si registrano ogni mese, le attività subiscono un incremento esponenziale (visite guidate, didattica, compleanni) portando entrate economiche nelle casse del MarTA ma non in quelle dei lavoratori».
Giusta rivendicazione sindacale, sacrosanto reclamare un diritto che è anche quello al riposo se i turni si accavallano perché non c’è più «turn-over». Ma possibile che non ci sia stato spazio per trattare, venirsi incontro, mediare? Così perdiamo tutti. Il MarTa chiuso di domenica in estate è una mortificazione, un colpo mancino alle speranze di una città che vuole costruire un futuro lontanissimo dal suo passato recente. Il cambio di passo di Taranto si gioca molto sulla sua identità magno-greca. Colpire al cuore il suo «totem», quel museo così ammirato da migliaia di visitatori ogni anno, non aiuta a voltare pagina.

«Ci auguriamo che si faccia chiarezza sui motivi di questa decisione. Se ci sono problemi strutturali, occorre affrontarli con urgenza e risolverli. Come consiglieri di maggioranza, se necessario, solleciteremo la Regione Puglia sulla vicenda. Il nostro auspicio, però, è che le chiusure domenicali e festive non diventino la regola in un momento in cui, invece, Taranto e la Puglia hanno necessità di far conoscere il loro volto migliore». Lo Lo dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali Vincenzo Di Gregorio e Maurizio Bruno (Pd) riferendosi all’annunciata chiusura del Museo nazionale archeologico MArTA di Taranto domenica 3 luglio per carenza di personale. Situazione che definiscono "inaccettabile» per «una struttura importante e prestigiosa come il Museo Archeologico Nazionale di Taranto. In questi anni il MArTA è stato uno dei catalizzatori della rinascita culturale del capoluogo ionico ed uno dei principali attrattori turistici. Questo episodio, purtroppo, ci riporta indietro di anni». Per Di Gregorio e Bruno, «le aperture domenicali e festive del MArTA sono state un importante tassello della rinascita tarantina. Il cartello chiuso per carenza di personale è una sconfitta non solo per Taranto e per la Puglia, ma per il nostro Paese che ospita il più elevato numero di capolavori di qualsiasi altra nazione. Nel prossimo fine settimana, inoltre, Taranto - fanno rilevare - ospiterà il campionato nazionale di Aquathlon, un evento sportivo che richiamerà circa 1000 presenze. E’ un peccato che un flusso di visitatori così ingente non possa recarsi al MArTA».

Sindaco Melucci scrive al ministro Franceschini

«La situazione del museo MarTA è inaccettabile, in una città che ha scelto turismo e cultura per cambiare il proprio destino. Per questo motivo ho scritto personalmente al ministro della Cultura Dario Franceschini, affinché possa al più presto intervenire per ristabilire la necessaria dotazione organica della struttura». Lo riferisce il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci in merito all’annunciata chiusura del Museo nazionale archeologico MArTA di Taranto domenica 3 luglio per carenza di personale. Una situazione «che non possiamo permetterci - aggiunge il primo cittadino - di fronte a una presenza di turisti costantemente in crescita. Al ministro, in virtù di una collaborazione istituzionale che ci ha più volte consentito di ottenere risultati favorevole per la città, ho chiesto di avere a cuore le vicende del MarTa e di intervenire per sbloccare le procedure concorsuali che potrebbero fornire le risorse umane necessarie». Taranto, conclude Melucci, «non può permettersi passi indietro di nessun tipo, soprattutto in un settore nel quale abbiamo riposto le nostre speranze di sviluppo alternativo».

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