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Taranto, tante multe e pochi incassi: nel 2021 riscossi 1,5 milioni

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I dati del triennio 2019-2021. Le entrate sono basse rispetto alle migliaia di accertamenti

11 Maggio 2022

Fabio Venere

TARANTO - In pochi pagano le multe dei vigili urbani. Non per colpa loro, sia chiaro, ma è così. Tra le pieghe, o meglio tra le 45 pagine del parere (favorevole) espresso dai Revisori dei conti al Rendiconto 2021 (di cui si riferisce in questa stessa pagina), viene pubblicato un prospetto piuttosto interessante. Che riguarda l’importo delle multe accertate dalla Polizia locale e le somme realmente riscosse sia in percentuale che in valori assoluti. I dati si riferiscono al triennio (2019 - 2021) riguardante le sanzioni al Codice della strada. Le proporzioni, come si potrà notare di seguito, sono percentualmente basse anche se proprio il 2021, l’anno scorso, certifica un sensibile incremento rispetto al 2020, ma comunque in calo in confronto a due anni prima.

In particolare, nel 2019, sono stati emessi accertamenti per 3 milioni 943mila euro, ma le riscossioni si sono fermate a 762mila euro (19,3 per cento). Nel 2020, invece, rispetto ai 9,2 milioni di euro accertati è stato incassato il 7,7 per cento (712mila euro) e, infine, l’anno scorso gli accertamenti per le violazioni al Codice della strada comminate dai Vigili urbani hanno raggiunto la considerevole quota di 11,8 milioni di euro. Le somme riscosse nel 2021, però, sono state superiori a 1,5 milioni di euro che, in percentuale, vale un 12,6 per cento.

Sin qui, i dati contabili inseriti dalle direzioni finanziarie del Comune su cui i Revisori dei conti hanno dato il loro via libera. Ora, una premessa. Il recupero delle somme non versate (in questo caso delle multe) ha tempi lunghi che vanno oltre i dodici mesi riportati nel prospetto inserito nel consuntivo 2021. Per essere ancora più chiari, non è da escludere che le somme si recuperino successivamente. Condoni o rottamazioni fiscali permettendo.

Successivamente, come sottolinea alla Gazzetta la stessa Polizia locale di Taranto, bisogna valutare più attentamente se nelle cifre prima riportate sono calcolate anche le somme recuperate in maniera (quasi) spontanea. Il riferimento è a quegli automobilisti che pagano dopo appena aver ricevuto l’avviso della multa sul parabrezza dell’auto oppure dopo la notifica del verbale della sanzione stessa. E ancora, da diversi anni ormai, gli uffici della Polizia locale prima ancora che la sanzione venga - come si dice in gergo - iscritta a ruolo inviano una lettera di sollecito all’automobilista scrivendogli che... si è dimenticato di pagare la multa. Dopo questo passaggio ulteriore, però, il compito dei Vigili urbani è sostanzialmente esaurito ed evidentemente terminano anche le responsabilità sulla bassa capacità di riscossione. Che sono di altri soggetti.

In realtà, per qualche anno, tra il 2014 e il 2017, la Poliizia locale aveva agito in autonomia mettendo in campo diversi strumenti contro gli evasori (solleciti di pagamento, ingiunzioni fiscali, pignoramenti di stipendio e ferm amministrativo dell’auto). E, con un lavoro di questo tipo, la percentuale delle somme riscosse aveva raggiunto anche punte del 20 per cento.

Poi, però, il Consiglio comunale decise di affidarsi per la riscossione coattiva all’Agenzia delle Entrate che dà assolutamente la caccia totale agli evasori, ma con un target (per dir così) solitamente e nettamente diverso da quello dell’automobilista multato per divieto di sosta.
Infine, poco meno di tre mesi fa, nell’ambito di un’inchiesta sulle tasse e i tributi locali fonti vicine all’Amministrazione comnale annunciarono che era in via di definizione un bando proprio per selezionare un operatore per la cosiddetta riscossione coattiva. Che è condizione necessaria e sufficiente per sferrare una vera offensiva ai furbetti. Che siano al volante dell’auto o altrove, cambia poco.

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