Giovedì 19 Maggio 2022 | 23:52

In Puglia e Basilicata

il progetto

Nelle aziende del Tarantino i cani pastori abruzzesi fermano i lupi

I lupi tornano nel Salento: sei attacchi in due mesi

Confermata la drastica riduzione degli attacchi, con percentuali anche del cento per cento

10 Maggio 2022

Redazione online

TARANTO - I cani pastori abruzzesi mettono fine gli attacchi dei lupi. È un successo  il progetto messo in atto a Taranto per mettere fine agli assalti di bestiame da parte dei branchi di lupi. Per questo sono stati allevati cani pastori abruzzesi a stretto contatto con gli animali delle aziende agricole della Terra delle Gravine.

Il progetto ha visto la collaborazione tra le Istituzioni locali e l’Università di Bari, e ha posto fine all’annosa contrapposizione tra lupi e allevatori, dimostrando che una convivenza sostenibile è possibile. Sono stati inseriti cani pastori abruzzesi all’interno delle aziende colpite e le predazioni sono diminuite sino al cento per cento.

«Abbiamo creduto sin dall’inizio nella bontà di questo progetto - commenta in una nota Fabrizio Quarto, sindaco di Massafra (Taranto), comune capofila del progetto - che ha visto le istituzioni al fianco dei produttori e dell’università e finalmente possiamo riportare esiti positivi che da un lato hanno garantito la tutela degli animali e dall’altro quella degli allevatori».

Nel territorio delle Gravine dell’arco ionico tarantino da sei anni è in corso un’azione di ricerca e di studio sui lupi, volta a salvaguardare una figura ritenuta fondamentale nell’ecosistema. «Abbiamo riscontrato - ha spiegato il biologo Lorenzo Gaudiano - almeno tre nuclei riproduttivi nel parco Terra delle Gravine, due dei quali sono stanziati nelle parti occidentale e orientale, mentre il terzo, di più recente caratterizzazione, ai confini settentrionali. In quattro aziende è stato portato a termine l'affidamento gratuito, da parte delle istituzioni locali, di mute di pastori abruzzesi, nati e cresciuti a stretto contatto con gli animali da allevamento, tanto da sentirli come parte del proprio nucleo familiare, il che ha permesso loro di difenderli attivamente. I cani inseriti si sono a loro volta riprodotti e di conseguenza i cuccioli sono stati poi affidati ad altre aziende».

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