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La vertenza

Sciopero al'ex Ilva di Taranto: «Altissima adesione»

Sciopero al'ex  Ilva di Taranto:  «Altissima adesione»

Una delegazione ha incontrato il prefetto: solleciterà un incontro fra le parti entro luglio per discutere del piano industriale

20 Luglio 2021

Taranto - «È stata registrata un'altissima adesione allo sciopero di 24 ore indetto in tutti gli stabilimenti del gruppo Acciaierie d’Italia». Lo ha confermato Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia. «A Taranto - specifica -  negli impianti l’adesione è stata intorno all’80%, al netto dei comandati per le norme di salvaguardia del sito siderurgico, mentre le imprese dell’indotto si sono fermate totalmente».

La giornata di mobilitazione  ha messo al centro la questione dell'ambiente, dell'occupazione e della sostenibilità ambientale delle produzioni di acciaio. A Taranto una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto che ha preso l'impegno a sollecitare l’incontro entro luglio con Governo ed Acciaierie d’Italia sul piano industriale.

«Ormai il tempo è scaduto - ha sottolineato durante il presidio Pietro Cantoro della Fim Cisl -  Questo stabilimento non si regge più in piedi. Non ci sono investimenti, non ci sono prospettive, il piano industriale latita. Ovviamente per responsabilità anche di chi ci rappresenta oltre che della multinazionale. Si sono insediati spendendo 400 milioni che non si sa come sono stati impiegati». Si sta «gestendo - ha aggiunto il sindacalista - una cassa integrazione al 52% vergognosa che sta portando alla fame i lavoratori. La rabbia sta per esplodere. Che diano soluzioni immediate».

«Da tempo assistiamo a continui rinvii rispetto al futuro ambientale, occupazionale e industriale - spiega -  mentre migliaia di lavoratori vengono collocati in cassa integrazione. A fronte di un piano industriale, definito dalla multinazionale ArcelorMittal e dal nuovo socio Invitalia mai discusso e condiviso con Fim, Fiom e Uilm, continua a essere una questione inaccettabile l’assenza di un piano di manutenzioni degli impianti per assicurare la sicurezza dei lavoratori e la messa a norma degli impianti».

Le speranze sono riposte nel nuovo  Consiglio di Amministrazione di Acciaierie D’Italia, con la rappresentanza della parte pubblica, affinchè «si recuperi il tempo presto, si avvii un rilancio produttivo ed occupazionale che guardi al futuro e ad investimenti durevoli».

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