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Sava, tormentano disabile per estorcergli denaro: 18 arresti, coinvolti anche minori

Le indagini sono scattate anche per le numerose analogie con il “caso Stano”, del pensionato di Manduria morto dopo le angherie della baby gang

Sava, tormentano disabile per estorcergli denaro: 20 misure cautelari, coinvolti anche minori

I Carabinieri di Manduria (Ta) nelle prime ore del mattino hanno dato esecuzione a 20 misure cautelari personali a carico di altrettanti soggetti, tutti di Sava, nel Tarantino, ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione continuata in concorso, furto aggravato, rapina, detenzione e porto illegale di arma da sparo, atti persecutori.

I provvedimenti - di cui 12 a carico di maggiorenni (5 in carcere, 5 agli  arresti domiciliari,  2 destinatari di divieto di avvicinamento alla persona offesa) e 8 nei confronti di minorenni (3 condotti in Istituti di Pena Minorile e 5 collocati in Comunità di recupero) - sono stati emessi dai gip del Tribunale Ordinario di Taranto e del Tribunale dei Minori.

L’indagine ha messo in luce una situazione di emarginazione, la cui vittima, un 61enne pensionato e affetto da disagi psichici, veniva preso di mira da giovani del luogo che gli estorcevano continuamente denaro. L'indagine è scattata anche per le numerose analogie con il "caso Stano", del pensionato che morì a Manduria dopo le angherie da parte di una baby gang.

Duravano da diversi anni gli atti persecutori e le estorsioni ai danni del pensionato 61enne di Sava, affetto da disagio psichico, finito nel mirino di più gruppi giovani che gli estorcevano piccole somme di denaro, solitamente dai 5 ai 20 euro, dietro la minaccia di dare alle fiamme la sua abitazione o il suo furgoncino. L’uomo, che percepisce una pensione di invalidità di circa 500 euro, era diventato una sorta di bancomat per tanti ragazzi, tra cui un vicino di casa.

E’ quanto spiegato dal procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo, dal procuratore minorile Pina Montanaro, dai sostituti Francesco Ciardo (tribunale ordinario) e Lelio Fabio Festa (Tribunale minori) e dal comandante provinciale dei carabinieri Luca Steffensen, nella conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli dell’indagine che ha portato a 18 ordinanze di custodia cautelare (in carcere, domiciliari o in comunità) a carico di 10 maggiorenni e 8 minorenni. Per altri due maggiorenni è stato disposto il divieto di avvicinamento alla vittima.

INDAGINE DOPO INCENDIO IN CASA DELLA VITTIMA - E’ nata l’8 giugno scorso, dopo un incendio nell’abitazione della vittima, l’indagine dei carabinieri di Taranto sugli atti persecutori, le minacce e le estorsioni da parte di adulti e minorenni ai danni di un 61enne di Sava (Taranto) affetto da disagio psichico. L’uomo dichiarò ai militari e ai vigili del fuoco intervenuti che il rogo si era improvvisamente sprigionato dal camino mentre dava alle fiamme alcuni documenti che intendeva distruggere. Nel corso del sopralluogo, gli inquirenti avevano tuttavia notato la presenza di consistenti cumuli di rifiuti cartacei e di plastica. Dagli accertamenti è emerso poi che il 61enne raccoglieva materiali presso privati e attività commerciali in cambio di piccole somme di denaro per integrare la sua modesta pensione di invalido civile e anche per far fronte alle continue richieste estorsive di una banda di giovani del luogo.

Lo ha ammesso solo dopo l’insistenza dei carabinieri che avevano percepito il suo stato di disagio. L’indagine è stata supportata da testimonianze, servizi di osservazione e pedinamento e dall’esame dei contenuti multimediali dei telefonini di alcuni degli indagati. La vittima ha una sorella e un fratello che abitano a Sava e nella vicina Manduria, ma viveva - secondo quanto appurato dagli investigatori - in uno stato di emarginazione ed isolamento. Dei cinque maggiorenni finiti in carcere, tutti con precedenti penali, tre sono uomini adulti di 53, 51 e 33 anni, e due hanno 21 anni. Ai domiciliari un 44enne, due 31enni, un 24enne e un 22enne. Divieto di avvicinamento per un 22enne e un 19enne.

ANNI FA BULLISMO ANCHE CONTRO 84ENNE - Dall’indagine dei carabinieri di Taranto che ha portato all’emissione di 20 misure cautelari (18 arresti e due divieti di avvicinamento alla persona offesa) nei confronti di adulti e minorenni accusati di estorsione, minacce, furto e atti persecutori nei confronti di un 61enne di Sava, è emerso che alcuni degli indagati, nel giugno del 2013, si erano resi responsabili di atti di bullismo ai danni di un 84enne che, senza alcun motivo, era stato spinto a terra mentre era in sella alla propria bicicletta, riportando lesioni.
Nell’inchiesta della procura ordinaria e della procura minorile sono indagati 13 maggiorenni e 12 minorenni: per questo gli inquirenti hanno parlato di «commistione» tra adulti e giovani che avevano preso di mira il 61enne pensionato sia per il suo disagio psichico che per il suo orientamento sessuale, e gli estorcevano sistematicamente denaro.

PROCURATORE TARANTO: UN CASO SCONCERTANTE - «In questa inchiesta ci sono uomini adulti, ma anche tanti minori», un «gruppo composito dedito alle estorsioni ma anche ai maltrattamenti e alla vessazioni ai danni di un soggetto debole. Devo dire con estremo rammarico che ancora una volta ci dobbiamo occupare di un caso sconcertante». Lo ha sottolineato il procuratore di Taranto, Carlo Capristo, illustrando i dettagli dell’indagine che ha portato i carabinieri a eseguire 20 misure cautelari nei confronti di adulti e minorenni accusato di atti persecutori, estorsioni e minacce ai danni di un 61enne di Sava (Taranto) affetto da deficit psichico.
Per Capristo occorre creare «un osservatorio nazionale su questo fenomeno». «E' un esigenza - ha spiegato - perché sono episodi all’ordine del giorno che accadono in tutta Italia».
«Ci vorrebbe - ha concluso il procuratore - un tavolo di coordinamento con tutte le componenti sociali per studiare le misure apposite e venire incontro al disagio di questi giovani, e la lezione va data anche ai genitori».

«Questa vicenda è espressione di una profonda crisi di valori che colpisce in maniera particolare le agenzie educative. Ci deve essere un’azione sinergica di carattere educativo in generale della nostra società per cercare di arginare questo fenomeno che ormai sta assumendo dei caratteri abbastanza preoccupanti». Così il Procuratore minorile di Taranto, Pina Montanaro, parla dell’inchiesta 'Bad boys' (Cattivi ragazzi), 20 misure cautelari per vessazioni, estorsioni e rapine a un 61enne con disagio psichico, compresi 8 minori.

«Occorre - ha rilevato - che l’attività anche della scuola, dei servizi sociali, dei soggetti e degli enti preposti che possono incidere a livello educativo, sia convergente ed efficace». Spiegando i particolari dell’indagine, ha poi detto che «ci troviamo al cospetto di quella che potremmo definire una baby gang, ma c'è anche un numero consistente di maggiorenni. Una commistione di soggetti. Micro organizzazioni sostanzialmente operanti nel territorio di residenza con una condotta deviante finalizzata sia a un ritorno di natura economica che alla semplice affermazione del proprio io, un rafforzamento della propria autostima».

Colpisce «il fatto che tra i 15 minori indagati ce ne siano tre sotto i 14 anni. E parliamo di condotte che durano da anni, quindi immaginate in che tenera età è iniziata questa condotta. E deve far riflettere il fatto che tre maggiorenni hanno iniziato a delinquere da minorenni. Una condotta criminale indisturbata». La vicenda «si caratterizza per la particolare vulnerabilità della persona offesa e soprattutto con uno stato di assoluto isolamento sociale. La parte offesa ha deficit di carattere psichico ed era anche preso di mira per il suo orientamento sessuale. Un pensionato che viveva di un esigua pensione ed era costretto mensilmente a erogare una cifra oscillante tra 50 e 100 euro agli aguzzini. Soggetto che ha due familiari in loco ma che era assolutamente abbandonato e vive in uno stato di assoluto disagio domestico, come era a conoscenza dei vicini».

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