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Manduria, pestato a morte, altri 9 arresti (8 minori) e nuovo caso: strappati i denti a disabile 53enne

Indagini della Polizia sul caso Stano di Manduria morto a marzo scorso per le percorsse: in cella il gruppo degli "Ultima dei Carnali"

Manduria, anziano picchiato a morte: 8 persone fermate, 6 sono minori

Altro nove arresti, di cui 8 minorenni, nell'ambito delle indagini della Polizia e della Procura di Taranto per l'aggressione al 65enne di Manduria, Cosimo Antonio Stano, morto il 23 marzo scorso in ospedale dopo un ricovero d’urgenza per astenia e stato confusionale, quando terrorizzato e già in precarie condizioni igieniche e di salute, aveva deciso di rinchiudersi (privandosi di cibo) perché ripetutamente vittima di “incursioni” da parte di un gruppo di giovani che lo sottoponevano a vessazioni, percosse, angherie ed aggressioni.

I provvedimenti, in cui si contestano le accuse di tortura, lesioni, danneggiamento e violazione di domicilio aggravati, sono stati eseguiti dalla Squadra mobile di Taranto e dallo Sco di Roma, e sono stati emessi dai gip del tribunale ordinario e dei minorenni, a seguito  dell’attività  di indagini coordinata  dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Taranto, guidata dal Procuratore Carlo Maria Capristo, e dalla Procura della Repubblica per i Minorenni, guidata dalla Procuratrice Pina Montanaro.

Fra i gravi episodi contestati al nuovo branco, anche quello consumato il giorno 1 aprile scorso ai danni di altro uomo 53enne affetto da insufficienza mentale grave, che attirato in ore notturne all’esterno della sua abitazione, veniva per “puro passatempo” violentemente colpito con calci e pugni, fino a provocargli l’avulsione dei denti incisivi.

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/taranto/1136368/manduria-anziano-picchiato-a-morte-8-persone-fermate-6-sono-minori.html

Nel corso delle indagini è emerso che il gruppo si definiva l"Ultima dei Carnali. 

Il 30 aprile scorso sempre la Polizia ha sottoposto a fermo altri 8 ragazzi, alcuni dei quali hanno ammesso le loro responsabilità: dai video di whatsapp che si giravano gli indagati emergevano le torure inflitte al pensionato che implorava aiuto. L’operazione della Squadra Mobile di Taranto e del Servizio centrale operativo di Roma - 9 misure cautelari per un maggiorenne e 8 minorenni (sei in istituto penale minorile e due in comunità) accusati a vario titolo di tortura, lesioni, danneggiamento e violazione di domicilio aggravati - riguarda due aggressioni avvenute nel periodo di carnevale (3 e 5 marzo scorsi) ai danni di Antonio Cosimo Stano. E anche il violento pestaggio ai danni di un 53enne disabile avvenuto l’1 aprile.
L’inchiesta sulla morte di Stano aveva già portato il 30 aprile al fermo di due maggiorenni e sei minorenni. Quattro di questi compaiono anche in questa seconda operazione e a due viene contestata l’aggressione al 53enne dell’1 aprile scorso, in concorso con altri.

IL RAID IL GIORNO DI CARNEVALE - Il branco, composto dal maggiorenne e dai sei minorenni, è accusato dei due raid nell’abitazione di Antonio Stano nel periodo di carnevale. Hanno agito in maschera, con modalità efferate. Il 5 marzo, martedì grasso, era l’ultimo giorno di carnevale. Da qui il nome dato alla chat di Whatsapp, l’Ultima di Carnali, utilizzata per organizzare l’aggressione e poi condividere i video dell’assalto all’abitazione di Stano, deriso, umiliato e picchiato anche con le mazze.

Gli episodi sono stati circoscritti grazie alla confessione e chiamata in correità di alcuni indagati, alle dichiarazioni di persone informate sui fatti e all’analisi tecnica del telefonino di uno degli indagati, che ha consentito di identificare i partecipanti e raccogliere i dati di geolocalizzazione. 

La Polizia ha diffuso un nuovo video agghiacciante, in stile Arancia meccanica, dell’assalto all’abitazione di Antonio Stano e la foto di gruppo, estrapolata dalla chat di whatsapp, di una baby gang in maschera davanti alla casa del 66enne pensionato di Manduria morto il 23 aprile scorso dopo aver subito una lunga serie di aggressioni, angherie, rapine e vessazioni da parte di più gruppi di giovani. Nel video si sente Stano urlare e chiedere aiuto. Poi l’uomo fugge per evitare le bastonate della gang.  Il filmato si riferisce a una delle aggressioni del periodo di carnevale (avvenute il 3 a il 5 marzo scorsi, a cui se ne aggiunge un’altra verificatasi l’11 marzo), contestate nei provvedimenti restrittivi notificati oggi a un maggiorenne e a otto minorenni. Si tratta di un’altra baby gang che ha elementi in comune (quattro minori) con quella precedentemente identificata dagli inquirenti, che aveva portato all’esecuzione di 8 fermi il 30 aprile scorso.

Nel video si nota Stano sull'uscio di casa che grida: "Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza». E i bulli lo deridono. «Vedi che le persone dormono a quest’ora sai?». E il pensionato cerca di attirare l’attenzione dei vicini gridando: "Sono solo, aiuto». La baby gang ripete: «Dai, la foto, mettiti in posa». E il 66enne: «Aiuto, aiuto». Seguono parole di scherno e insulti. Poi il telefonino che si abbassa al passaggio di un’auto, e l’incursione nell’appartamento.
Si sentono nitidamente le urla di paura di Stano, che scappa nel corridoio. Poi viene colpito con le mazze. Anche il gruppo 'L'ultima dei Carnalì (ultima di carnevale) si scambiava fotografie e filmati relativi alle aggressioni ai danni del pensionato che erano soliti indicare come «lu pacciu». 

GLI AUDIO AGGHIACCIANTI - «...Cè carnevali lu pacciu è impacciuto lu triplu» (che carnevale, il pazzo è impazzito il triplo). Erano di questo tenore i commenti dei giovani arrestati oggi dalla Polizia (un maggiorenne e otto minorenni) per le aggressioni compiute nel periodo di carnevale ad Antonio Cosimo Stano, il 66enne pensionato di Manduria che soffriva di un disagio psichico morto il 23 aprile scorso dopo aver subito ripetute aggressioni, torture, rapine e vessazioni da parte di più gruppi di giovani.
Dai contenuti della chat «L'ultima dei carnali» (l'ultima di carnevale) e poi ancora dall’ascolto di altre testimonianze, sono emersi altri violenti assalti alla casa di Antonio Stano e scene di sopraffazione e violenza, il tutto al solo scopo di procurarsi materiale da far girare su Whatsapp per quello che viene definito dal Gip che ha emesso le misure cautelari un "malvagio divertimento».

La sera del martedì grasso (5 marzo), gli indagati si organizzarono per portare a termine l’ennesima incursione. Decisero tramite chat cosa indossare, l’ora in cui agire, a sera inoltrata, le maschere e le mazze da utilizzare. Poi, dopo il violento raid tornavano a commentare divertiti e con soddisfazione le azioni di ciascuno, e a condividere la "foto di gruppo» in cui tutti indossano delle maschere.
Il pensionato da anni veniva preso di mira con insulti, atti vandalici, calci, pugni, schiaffi, percosse con bastoni, anche soltanto simulati per incutergli disperazione. E anche angherie di varia natura, come la sottrazione di una bicicletta che la vittima teneva in custodita nella propria abitazione. Ciò, hanno spiegato gli inquirenti, per il gusto di poterlo deridere e così condividere l’ennesima impresa con gli altri complici. Qualche indagato le ha definite «prove di coraggio», semplicemente un modo per potersi sentire all’altezza degli altri, se non addirittura assumere il ruolo di leader.

AGGREDITO ANCHE ALTRO DISABILE - Dell’aggressione a un 53enne disabile di Manduria, avvenuta l’1 aprile scorso, che ha provocato alla vittima l’avulsione di denti incisivi e lesioni permanenti della masticazione, sono accusati due minori e due maggiorenni già fermati dalla Polizia il 30 aprile scorso nell’ambito delle indagini sulla morte del 66enne Cosimo Antonio Stato. I due minori in questione oggi sono stati raggiunti da un ulteriore provvedimento restrittivo (la Polizia ha notificato in tutto 9 misure cautelari nei confronti di un maggiorenne e 8 minorenni).

L’episodio è stato scoperto grazie all’analisi tecnica del telefonino sequestrato a uno degli indagati ed è stato poi denunciato dal fratello e dalla badante della vittima. I quattro avrebbero attirato il 53enne, affetto da insufficienza mentale grave, all’esterno della sua abitazione (non distante da quella di Antonio Stano), con «frasi denigratorie e provocanti», colpendolo violentemente con un calcio e facendolo cadere per terra prima di sferrargli pugni che gli hanno causato lesioni permanenti.
I dettagli dell’inchiesta sono stati illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal Questore di Taranto Giuseppe Bellassai, dal procuratore Carlo Capristo, dal procuratore minorile Pina Montanaro, dal sostituto procuratore Remo Epifani e dal capo della Squadra Mobile Carlo Pagano.

LE PAROLE DEL PROCURATORE - «Con amarezza commentiamo il secondo atto di una storia agghiacciante, perché attraverso un’attenta e scrupolosa verifica tecnica sui telefonini immediatamente sequestrati dalla Polizia agli inizi di questa indagine, siamo riusciti a individuare addirittura un secondo gruppo di minorenni che aveva questo amarissimo, disgustoso atteggiamento nei confronti di persone con minorata difesa». Così il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, ha esordito in conferenza stampa per spiegare i particolari dell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 9 misure cautelari nei confronti di un maggiorenne e 8 minorenni per aggressioni nei confronti di Antonio Cosimo Stano, il 66enne pensionato di Manduria morto il 23 aprile scorso e vittima di ripetute aggressioni da parte di più gruppi di giovani e per un pestaggio ai danni di un 53enne disabile avvenuto l’1 aprile scorso.

«Abbiamo scoperto - ha aggiunto Capristo - questo gruppo che era solito chiamarsi 'L'ultima di Carnalì, che agiva accanto al gruppo della 'Comitiva degli orfanellì, che ha imitato e riproposto queste turpi azioni. Nel caso dell’aggressione dell’1 aprile al 53enne hanno agito per puro passatempo, colpendo il malcapitato con calci e pugni fino a provocargli l’avulsione dei denti incisivi. Si ripropone tutta una serie di interrogativi sul ruolo di scuola, famiglia, servizi sociali, tutti aspetti questi sui quali continuiamo a mantenere accesi i riflettori e che ovviamente non possono non contribuire alla crescita dei nostri giovani». 

PM: I MINORI ARRESTATI INSENSIBILI VERSO I DEBOLI - «Avevamo notato negli interrogatori dei giovani fermati particolare insensibilità nei confronti dell’essere umano non in generale ma in particolare di quello debole e vulnerabile. Parliamo di vittime che hanno disabilità di natura fisica e psichica, soggetti deboli e particolarmente vulnerabili e per questo considerati oggetto di divertimento e non come persone che meritano rispetto e la cui dignità va rispettata». Lo ha affermato il procuratore minorile di Taranto, Pina Montanaro, nella conferenza stampa in cui sono stati illustrati gli sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Antonio Stano, che ha portato all’esecuzione di 9 misure cautelari nei confronti di un maggiorenne e 8 minorenni.

«Le indagini con l’ausilio di attività tecniche sui cellulari - ha aggiunto - ci hanno consentito di accertare una cronologia degli eventi dai primi giorni di marzo fino a quelle di aprile e abbiamo prove dirette nelle chat di video di aggressioni quasi quotidiane e certe volte ripetute più volte nello stesso giorno ai danni di Antonio Stano, programmate con modalità che si ripetevano, modalità particolarmente violente».
Montanaro auspica «che il processo penale diventi una possibilità per questi ragazzi e che si trasformi in un momento per valutare un percorso di rieducazione e di allontanamento, laddove possibile, dal circuito penalmente rilevante. Sono un’inguaribile ottimista, ho fiducia nell’attività della giustizia minorile. Anche i minori indagati e imputati comunque sono oggetto di tutele e bisogna proporre loro un percorso rieducativo e di resipiscenza». 

«L'istituzione religiosa cosa faceva? Su questo non posso dare una risposta precisa. Su questa struttura continuano le nostre attenzioni. Non posso anticipare nulla». Lo ha sottolineato, rispondendo alla domanda di un giornalista, il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, in merito agli sviluppi dell’inchiesta sulla morte di Antonio Stano, che ha portato all’esecuzione di 9 misure cautelari nei confronti di un maggiorenne e 8 minorenni. Il riferimento è all’oratorio annesso alla chiesa di San Giovanni Bosco che si trova in via San Gregorio Magno, davanti all’abitazione di Stano. «E' - ha aggiunto il procuratore - un passaggio essenziale. Questa struttura religiosa che raccoglieva tutta una serie di minori, compresi quelli responsabili di queste azioni, effettivamente ci ha lasciati, uso un eufemismo, perplessi, per non essere intervenuta in tempo utile».

Dire che «tutta la comunità - ha osservato ancora Capristo - sia in qualche modo attinta da questi fenomeni mi sembra un pò eccessivo. La scoperta di questo secondo gruppo di giovani certamente è sconcertante, ma sono ottimista. Insieme alla collega Montanaro, procuratore minorile, siamo convinti che questa azione dell’Autorità giudiziaria possa servire da esempio e da stimolo anche per i giovani a rinnovarsi in maniera più seria e corretta».
«Ci vuole però - ha rilevato - un’azione sinergica. Mi rivolgo alle istituzioni ufficiali, e so che i tre commissari di governo alla guida di Manduria stanno facendo un lavoro splendido, ma anche alle scuole, ai Servizi sociali e soprattutto alla famiglia. Se c'è una cosa che mi ha turbato tantissimo è l’affermazione di una mamma dei minori fermati che disse un giorno: «E questi che devono fare? Non hanno nulla da fare». Quando «è così - ha concluso Capristo, che ha definito 'agghiacciantì i raid dei giovani coinvolti - non c'è speranza e bisogna muoversi con il pugno di ferro».
Il procuratore ha infine aggiunto che «c'è urgenza di un intervento istituzionale a livello generale che faccia fronte alla crescita esponenziale di quelle che vengono chiamate baby gang, ma in realtà sono criminali organizzati minorenni e un domani forse saranno criminali più efferati e riempiranno associazioni criminose. Mi auguro chiaramente che non accada e che ci siano interventi da parte delle istituzioni».

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