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Cut Urban Trail, a Castellaneta conclusa la manifestazione: impegno, emozioni e paesaggi mozzafiato

Daniele Di Ceglie di Potenza, primo assoluto nella 25 km, ha conquistato il trofeo Maldarizzi consegnato dal sindaco Giovanni Gugliotti, incredulo per quello che è stato capace di fare in 2h24’08”

Cut Urban Trail, a Castellaneta conclusa la manifestazione: impegno, emozioni e paesaggi mozzafiato

Ci sono gare dove protagonista è la prestazione. Ce ne sono altre poi dove protagonista è
l’emozione. Come il Cut Puglia, il Castellaneta Urban Trail, organizzato da La fabrica di Corsa
in collaborazione con Pugliapromozione e Regione Puglia, che si è svolto nella città ionica il 5
maggio scorso riunendo 500 atleti arrivati da tutto il sud Italia per correre quello che al
momento è stato definito “uno dei trail più tosti” dei Circuito Puglia Trail nel quale è inserito.
Due percorsi di 10 e 25 km hanno emozionato e soprattutto nel caso della 25 messo a dura
prova chi credeva di correre un trail come tanti altri. Si, perché il Castellaneta Urban trail che
attraversa campi rurali, superfici erbose per poi offre al visitatore - corridore il paesaggio delle
gravine del Parco naturale terra delle Gravine, è una gara da fare con le gambe, ma soprattutto
con gli occhi. E’ faticoso, ma la fatica è ripagata appieno da un paesaggio unico. E’ duro, ma la
difficoltà è placata dalla bellezza. E’ sfidante, ma la sfida è tutta nella capacità di correre ben
sapendo che l’imprevisto è sempre in agguato dall’inizio alla fine: può essere su una pietra
scivolosa, dietro un cespuglio, in un ramo sporgente, ma soprattutto nella meraviglia del
luogo, capace di distrarre e rapire l’attenzione fino a far “smarrire”. Per poi tornare a
ritrovare la strada maestra.

Questo è il trail dove nulla è scontato. Dove può ritrovarsi sul
podio chi non lo avrebbe mai immaginato e l’esperienza gli resterà sempre dentro, come i
solchi che ha dovuto attraversare, saltare e superare e scalare. Come è accaduto a Daniele Di
Ceglie di Potenza, primo assoluto nella 25 km ad aver conquistato il trofeo Maldarizzi
consegnato dal sindaco Giovanni Gugliotti, incredulo per quello che è stato capace di fare e
felice di averlo fatto in 2h24’08”. Undici minuti dopo Giuseppe Ludovico di Castellaneta ha
regalato al suo paese l’orgoglio del podio (2h35’17”). Terzo assoluto Antonio Pietro Paladino
che ce l’ha fatta in 2h36’59”. All’indimenticabile Cut Puglia 2019 c’erano anche tante donne:
la lucana Lidia Mongelli prima assoluta, ha consegnato ad un post su fb il giudizio sulla gara
definendo il “percorso bellissimo e suggestivo” e ha già annunciato il ritorno per l’edizione
2020, seconda la barlettana Roberta Delba e terza Emma Delfine di Putignano. Bravi tutti,
anche i vincitori della 10km, infaticabili e tutti coloro che si sono cimentati con le salite, i
gradoni, i massi scivolosi, le discese ripide e i sentieri strettissimi ed impervi.


E poi le emozioni ancora differenti di chi ha scelto semplicemente di camminare per 8 km in
mezzo al canyon di Puglia e farsi accarezzare dai rovi, scivolando su morbidi cespugli e
annusando fiori di ogni genere e colore. Ce n’era proprio per tutti. Per questo all’indomani
dell’evento che ha animato il comune jonico per 48 ore sono tutti concordi e sempre più
convinti che il CUT sia una manifestazione unica, una gara atipica con un’atmosfera di festa
che si respira fin dal sabato sera. IL cattivo tempo non ha frenato l’entusiasmo di tutti coloro
che hanno trascorso a Castellaneta l’intero week-end potendo contare sull’ospitalità nei circa
40 b&b della città convenzionati con la manifestazione, delle bracerie del centro storico e
delle specialità di mare del ristorante Sale e Sarde, tra gli sponsor della manifestazione.


A intuire per prima le potenzialità del CUT per la capacità di mettere insieme più turismi,
Pugliapromozione, l’agenzia del turismo della Regione Puglia. “L’opportunità data da una
manifestazione sportiva – afferma l’assessore all’industria turistica e culturale della Regione
Puglia, non riguarda solo il turismo mordi e fuggi, ma passa anche dal turista che resta per
qualche giorno, conosce e visita, ed ecco il turismo culturale e poi pranza ed ecco il turismo
enogastronomico. Insomma, -conclude - si parte da una motivazione di viaggio come lo sport e
da una destinazione come la Puglia per conoscere territori e fare esperienze”.
L’organizzatore della manifestazione, Pierdavide Losavio, presidente de La Fabrica di Corsa lo
aveva anticipato nel corso del forum “Per-corsi sostenibili che ha aperto ufficialmente il CUT

sabato 4 e al quale hanno partecipato autorità locali e regionali. “Il CUT non è un trail, come
siamo abituati a pensare. IL CUT è un viaggio. Un viaggio nelle viscere della terra che almeno
una volta nella vita, tutti dovrebbero provare”. Una esperienza dove tutti i sensi ne risultano
appagati: la vista, con lo spettacolo del panorama mozzafiato delle gravine, delle grotte, delle
chiese rupestri; l’udito sorpreso dai versi di specie rare di uccelli e dallo scrosciare di piccoli
ruscelli; l’olfatto deliziato da fiori che crescono spontanei e ortaggi selvatici; il tatto
inevitabilmente coinvolto nella discesa in gravina.


Un viaggio nel viaggio per chi è arrivato da lontano e ha deciso di calarsi in un clima di
scoperta, in simbiosi con la natura, ma anche con le tradizioni del luogo, del suo centro storico
e le sue bellezze, le cattedrali romaniche, i palazzi storici, il museo dedicato al Mito Rodolfo
Valentino, i murales che ritraggono le grandi attrici italiane nelle vie della Castellaneta
vecchia. Tutto in un week-end. E per tutto questo che Cut è differente, nella sua unicità ed
esclusività ricercata. E un trail dove al centro non è la prestazione, non è la gara in sé, ma le
sensazioni che regala, le emozioni forti, il paesaggio che ammutolisce, la difficoltà, la paura di
non farcela, la gioia di superare ostacoli, ma soprattutto se stessi in un connubio forte e
intenso che la natura stringe con lo sport, quello che fa divertire, sognare, sorridere. Lo sport
che unisce e regala il brivido del viaggio.

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