Punti di vista

La resistenza de «L’Impero» teatro delle nostre radici

giuse alemanno

A Maruggio l’unico palco dell’area messapica

L’origine del teatro si perde nel mito. La leggenda vuole che, durate un momento collettivo di preghiera nell’antica Grecia, qualcuno abbia indossato una maschera impersonando il dio invocato, alternando comportamenti magnanimi a terribili invettive. Quanto ciò sia vero, non è dato sapere. Ma è piacevole pensarlo. Un inquieto come Nietzsche regalò all’umanità una riflessione profonda sull’origine della tragedia greca. Il filosofo tedesco sostenne che essa nacque dal conflitto tra lo spirito dionisiaco e lo spirito apollineo: ovvero tra lo slancio mistico e irrazionale, il desiderio di infinito, l’ambizione di assoluto; e la razionalità, l’equilibrio, la serenità teoretica, il senso di finitezza.

Per quanto la miseria umana provi a omologare le peculiarità della nostra terra a modelli funerei di ipotetica bellezza plastificata, attraverso desertificanti progetti di riqualificazione urbana, noi continuiamo a essere orgogliosamente ancorati alle nostre radici. Anche quelle più antiche. Come spiega benissimo un frammento di «Le radici ca tieni», uno dei successi dei Sud Sound System: «Se nu te scierri mai de du ete ca sta ieni, dai cchiù valore alla cultura ca tieni».

Nelle nostre radici di ionici, quindi, c’è il teatro. L’appiattimento culturale imperante ha reso rare le strutture atte ad ospitare messe in scena. Nella parte orientale delle provincia di Taranto, una resiste. È il ‘Teatro Comunale Impero’ di Maruggio, uno scrigno prezioso e ben attrezzato capace di ospitare comodamente circa duecento persone. L’‘Impero’ di Maruggio è l’unico teatro ‘vero’ in una area geografica che comprende almeno Avetrana, Manduria, Sava, Fragagnano, Torricella e Lizzano, per un totale di circa ottantamila abitanti. Quanti ne fa Grosseto. Gentili lettori, andate a scoprire da soli quanti teatri ci sono a Grosseto, che a me fa male scriverlo. L’unicità del ‘Teatro Impero’ conduca a una sua evoluzione. Chi ne ha responsabilità dovrebbe far tesoro dell’intuizione lungimirante di Rosanna Pantone, la leader del ‘Teatro Nuovo’ di Martina Franca che, in occasione dell’inaugurazione della struttura rinnovata, disse che quello non era solo uno dei teatri della città di San Martino, ma che era il teatro di tutta la Valle d’Itria. Così il ‘Teatro Impero’ non può essere ancora considerato solo il teatro di Maruggio, ma è giusto diventi quello di tutta la parte orientale della provincia di Taranto: una zona ancora depressa e che ha necessità di riqualificazione. Perché la cultura diventi tenacia e faccia crescere alberi di vita che non si possono tagliare. Dalle radici forti, fortissime. Indimenticabili.

«Se nu te scierri mai de le radici ca tieni, rispetti puru quiddre de li paisi luntani»: i Sud Sound System lo cantano da vent’anni. E hanno ragione.

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