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In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Maria Teresa, musa della nostra anima

Maria Teresa, musa della nostra anima

La prima donna in Puglia ad avere l’onore di un Parco Letterario a suo nome

19 Giugno 2022

Rossella Palmieri

«Quando aveva pensato a cosa sarebbe stata la sua vita, a quale forma si sarebbe piegata ad avere, se mai ne avesse avuta una, aveva sentito qualcosa ribellarsi dentro sé, come per una insopportabile imposizione. Allora aveva avuto un solo desiderio: conservare il più a lungo possibile, forse per sempre, la libertà di non avere nessuna forma».

Questo splendido stralcio, tratto dal romanzo edito postumo Passaggio in ombra di Maria Teresa Di Lascia, vincitrice del premio Strega nel 1996, la dice lunga sul carattere di questa donna ‘libera e senza forma’, ribelle e appassionata, capace di fare sue le battaglie più spinose, dai diritti civili alla tutela dell’ambiente, dalla riforma penitenziaria a quella delle pensioni. Forse non lo avrebbe detto mai Maria Teresa che un giorno sarebbe stata la prima donna in Puglia ad avere l’onore di un Parco Letterario a suo nome, coagulando intorno a sé tutta quella terra un po’ aspra ma bellissima che le ha dato i natali. Non solo la sua Rocchetta Sant’Antonio, ma i Monti Dauni con in testa il sindaco di Bovino Vincenzo Nunno. Ed è una grande cosa la ‘costruzione’ di un Parco Letterario che vanta in Italia una tradizione di ampio respiro, da Pirandello a Montale a moltissimi altri e di cui in Puglia sentivamo assolutamente la necessità per quel senso di genius loci che spesso si disperde per mancanza di memoria, facendo sfumare tutta la magia dei territori abitati dai grandi scrittori.

La missione è ben chiara: il parco è la combinazione di elementi naturali e umani che illustrano l'evoluzione delle comunità locali attraverso la letteratura. Di fatto è un modo ben preciso di interpretare un territorio – non solo quello per così dire tangibile, ma anche quello deputato all’immaginario, e cioè raccontato nei romanzi o in altre opere degli scrittori – dando un significato ai luoghi attraverso la sintesi di paesaggio, patrimonio culturale e attività economiche. E a sostegno che la cultura è nutrimento in tutti i sensi, non va di certo trascurato l’indotto economico che può derivare dalla ricostruzione e dalle suggestioni che lo scrittore ha vissuto, considerato che un Parco è la summa di tanti percorsi sì correlati alla scrittura, ma che vanno anche nella direzione di un recupero dell’ambiente e di una sua decisamente inedita fruizione. Onore a Maria Teresa Di Lascia, quindi, donna combattiva che la malattia ha stroncato giovane, ma che mantiene intatta la sua memoria di spirito e di intelletto. Nel nome di un Parco.

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