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In Puglia e Basilicata

IL COMMENTO

Voci di oggi, voci di ieri sulle ceneri della scuola

Voci di oggi, voci di ieri sulle ceneri della scuola

Una nuova visuale a via Pretoria

Le ruspe, l’ex Itc e la torre Guevara: la brezza avvolgente di Potenza

15 Maggio 2022

Gaetano Cappelli

L’altro giorno me ne andavo finalmente a zonzo in questa tarda inquieta primavera. Una brezza ovviamente leggera – perché diteci tutto ma l’aria di Potenza neanche a Cortina! – mi carezzava il viso quando, quasi all’altezza della Torraca, m’è sembrato di sentire in lontananza… ma sì, erano risa e urla e richiami come se ne ascoltavano tanti anni fa quando, prima che la scuola chiudesse, nel pomeriggio il piazzale davanti si riempiva di ragazzini e dei loro giochi e intorno se ne diffondevano i richiami, festosi come quelli delle rondini al tramonto; ma era mattina e, allungando, il passo verso la decrepita scuola, guardando attraverso le rugginose ringhiere, mi sono reso conto che, lì davanti, c’era il solito abbandono. Per un attimo, lo confesso, ho pensato di trovarmi in uno di quei racconti gotici popolati di piccoli fantasmi… ma con quel sole, quella luce? E infatti, pochi metri, ed ecco svelato il mistero.

Le voci festose arrivavano dalla piazzetta sovrastante, quella accanto al Palazzo Bonifacio e, per uno strano fenomeno acustico, rimbalzavano contro le mura scalcinate dell’Istituto dedicato al nostro illustre critico letterario, Torraca dico, creando quell’effetto surreale. Macché bello lo stesso, tutti questi ragazzi tornati a popolare le vie del centro!
Certo la scuola chiusa fa malinconia! E che nostalgia per quegli anni lontani, le torme di poco più che bambini che vi si affollavano davanti, la mattina, appena svegli, le loro giovani vite lì dentro… La stessa, ma ancora più lancinante, che scuote il cuore degli studenti del vicino Itc Leonardo da Vinci. Essi, pur favorevoli al progetto del Parco della Torre Guevara che darà a via Pretoria una nuova e fascinosa prospettiva, non sono rimasti però indifferenti all’abbattimento della loro scuola, che ne è la condizione. E le loro voci accorate hanno preso a rimbalzare, questa volta, sui social. «Nooh, stanno abbattendo la mia scuola!», «Che brutta sensazione per chi ci ha passato i momenti più belli», «È lì che mi sono diplomato».

È lì, infatti, che hanno vissuto gli anni più spensierati e importanti della loro vita. Le prime amicizie vere, le prime prove da superare, i primi sguardi innamorati, e i primi amori e i primi baci e adesso… adesso, che meraviglia sarà allungarsi nello «struscio» fino a quel mare vibrante di verde in fondo e, sotto l’immenso albero accanto alla torre, che già si vede da Palazzo Biscotto, e ricordare gli anni della giovinezza passati al Leonardo da Vinci, per chi ci è stato, e godere di tutta questa nuova insperata bellezza, tutti gli altri. Evviva!

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