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In Puglia e Basilicata

LA STORIA

Vittorie salentine e giocatori eleganti

Vittorie salentine e giocatori eleganti

Federico D'Autilia, 21 anni, maglia numero 10

Se volete vedere un fuoriclasse, vi presto una delle mie figurine: Federico D’Autilia. Segnatevi questo nome, ecco una musa di vita

15 Maggio 2022

Luisa Ruggio

Ogni vittoria è tale a partire da uno stile che la contraddistingue. Non si tratta solo di tecnica e neanche di metodo. Lo stile è il rapporto che un giocatore stabilisce con ciò che mette in gioco, a partire dalla singolarità della sua esistenza e dal suo desiderio di alzarsi interiormente e scendere in campo. Non sto parlando, a scoppio ritardato, della vittoria dei giallorossi, che è esplosa in questa primavera nelle vie di una Lecce dalla voce ancora rauca di gioia. Quella gioia ha giustamente riempito le colonne dei giornali per giorni. È la serie A, bellezza. E nemmeno di Calcio sto parlando. Bensì di Pallacanestro e di una partita che solo apparentemente non è finita con una vittoria. La tesi principale di un campo sportivo è il tabellone dei punteggi, la sua funzione è quella di aprire il cuore della tifoseria allo sport come luogo di umanizzazione della vita, ma non è soltanto il risultato a rendere possibile l'incontro con la dimensione salvifica di una partita.

Ci vuole desiderio, lo «shining» che fa brillare qualcuno dentro un palazzetto dello sport gremito di gente come dentro un campetto di periferia in fondo a un quartiere dimenticato. Perché, se vuoi vedere un campione, lo devi osservare giocare nei suoi giorni sbagliati, mica solo in quelli giusti. Mi ricordo certi album Panini con le figurine dei campioni con la maglia e i colori di squadre da sogno. Anch’io ho il mio album, senza neanche un doppione, solo apparizioni nei momenti in cui una musa ha fatto la differenza. I miei campioni del cuore sono muse espresse dalla strada dentro percorsi irregolari, scagliano nel canestro la bellezza della ferita e trasfigurano in ogni allenamento la perdita. Se volete vedere un fuoriclasse, vi presto una delle mie figurine: Federico D’Autilia. Segnatevi questo nome, ecco una musa, un giocatore della vita, cestista salentino, 21 anni appena compiuti, con la maglia numero 10 per la squadra C Silver Maschile Puglia da Campi Salentina con furore, un sovversivo elegante e silenzioso, l'eccezione di una generazione che ha da dare tutto se solo il mondo che si crede adulto fosse disposto ad arbitrare come si deve. Andare al Palasport di Nardò a vedere la sua squadra non passare la partita più importante della stagione di Basket, è stato come passare la vita al montaggio, meditare, lasciarsi ispirare da un'anima grande. Perché cos’altro è vincere? Individuare nel vero giocatore il desiderio profondo che risolleva le nostre esistenze chiamate a passare la palla. Scagliate il cuore.

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