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In Puglia e Basilicata

Punti di vista

Il centro per costruire «libertà» ogni giorno

Monteroni, Centro Polivalente per Persone Diversamente Abili

Il centro a Monteroni

Quei «Pescatori di Ombre» che con costanza e pazienza abbattono le barriere

24 Aprile 2022

Luisa Ruggio

Esistono collezioni piuttosto austere, nel mondo. E poi ce ne sono altre, con una loro narrativa divergente. La collezione di sabbia di cui parlava Italo Calvino in un suo articolo d'occasione era una buona parabola, giusto per fare un esempio, del tipo di fascinazione che accompagna la pulsione di alcuni nel custodire. Lo spirito di un custode, ha sempre qualcosa di angelico, a pensarci bene; ciò che custodisce è una vendetta contro il tempo perduto. Proust, si sa, era un collezionista di momenti, a cominciare dalle proiezioni dei disegni dipinti sui vetrini della sua lanterna magica di bambino, sul muro della camera d'infanzia.

Se penso a una collezione di momenti, mi viene in mente un minuscolo teatrino a Monteroni, dove ogni giorno si incontrano i «Pescatori di Ombre», che non sono pescatori né attori, piuttosto sono gli abili che frequentano il Centro Polivalente per Persone Diversamente Abili diretto da un uomo che secondo me sarebbe andato a genio ai sovversivi Don Tonino Bello e Don Milani. Tonino Mello, infatti, senza mai essere diventato né papà né Padre, da molti anni custodisce la qualità del tempo di tutti i partecipanti alle attività ricreative di questo luogo che sembra un'accademia di belle arti e che è soprattutto un'Isola che non c'è, eppure c'è.

Non a caso, intrecciando tutte le diversità che le loro vite esprimono liberamente, con il supporto quotidiano di due fatine-educatrici, Giusy Notaro e Stefania Ingrosso, i Pescatori di Ombre stanno reinventando proprio la storia di Peter Pan. Qualcuno di loro ha perso l'ombra perdendo la vista da bambino, qualcun altro l'ha persa nascendo con una difficoltà motoria, c'è chi ha una sensibilità talmente speciale da averla donata al suo amico immaginario. Eppure, niente di ciò che sembra essi abbiano perduto è mai più grande di loro. Giganti inconsapevoli, la loro statura è una vertigine del cuore umano, un Everest scalato davanti a ogni più insignificante barriera architettonica o sociale, un modo di stare al mondo che li rende le persone più vere che si possano di incontrare.

Ognuno con i suoi momenti e la sua voce propria. Non emulano, non barano, non simulano sentimenti, non credono minimamente di poter essere una bandiera bianca. E invece proprio loro lo sono: liberi. Domani si festeggia la Liberazione, in questa domenica di vigilia dedicata a una data storica indimenticabile, immaginate la costanza e la pazienza che ci vuole ogni giorno per essere costruttori di libertà, «Pescatori di Ombre», custodi di momenti peculiarmente umani.

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