Domenica 26 Maggio 2019 | 06:55

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Mal di testa - Pugliesi a rischio

Presentato a Bari uno studio sulle cefalee, nel corso di un convegno al Policlinico. L'emicrania è più comune tra le donne colpite il triplo rispetto agli uomini, con punte del 28% intorno ai 40 anni
Emicrania, mal di testa BARI - È sempre «sovraeccitato», vive in allerta ed entra in cortocircuito al minimo stimolo. Proprio come un motore «su di giri» consuma troppo, è perennemente «in riserva» e ad un certo punto va in tilt. E anche il più piccolo cambiamento di abitudini, persino i ritmi più rilassati del fine settimana, possono trasformarsi in un inferno scatenando quella che i medici chiamano «cefalea da weekend». Questa la fotografia del cervello del paziente soffrente di emicrania «scattata» dagli esperti nel corso di un convegno dedicato alle cefalee svoltosi stamani presso il Centro Cefalea del Policlinico di Bari, organizzato in collaborazione con Pfizer Italia. «Negli ultimi anni - ha evidenziato Sergio Genco, referente del Centro Cefalee del Policlinico di Bari - sono stati fatti passi in avanti nella diagnosi e trattamento delle cefalee. Nel 2004 si è giunti all'elaborazione della prima classificazione delle varie forme di mal di testa. Per quanto riguarda la terapia - ha aggiunto Genco - sono stati introdotti nuovi farmaci, più sicuri ed efficaci». La Puglia viene dipinta come una regione a rischio.
Il comune mal di testa viene, infatti, sperimentato almeno saltuariamente dal 95% dei pugliesi. Il 12% soffre di emicrania, l'8 per mille di cefalea a grappolo e il 4% di cefalea quotidiana, trattata nel 50% dei casi con cure «fai-da-te» e abuso di analgesici.

Anche in Puglia, come nel resto d'Italia, l'emicrania è più comune tra le donne (18%, di cui il 7% solo durante il ciclo mestruale), colpite il triplo rispetto agli uomini, con punte del 28% intorno ai 40 anni.
Nella cefalea a grappolo il rapporto è invertito, con una prevalenza tre volte superiore nei maschi pugliesi. In Italia, l'emicrania comporta costi diretti e indiretti pari a 3.500 euro l'anno a paziente. Nell'ambito della diagnosi e della gestione delle cefalee, un ruolo fondamentale è svolto dal medico di famiglia e dai neurologi territoriali. «In Puglia - ha affermato Maria Pia Prudenzano, referente del Centro Cefalee del Policlinico di Bari e segretario nazionale Sisc (Società Italiana per lo Studio delle Cefalee) - si rileva una buona collaborazione tra la medicina di base e i centri specialistici. Tuttavia occorre proseguire nell'opera di educazione del territorio nella gestione delle cefalee. I medici di medicina generale e i neurologi territoriali rappresentano il primo contatto con i pazienti, soltanto per i casi più difficili dovrebbe intervenire lo specialista. In ogni caso - ha aggiunto la Prudenzano - siamo sulla buona strada ed anche per questo il Centro Cefalee del Policlinico di Bari fa registrare tempi d'attesa rapidi».

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