LECCE - La differenza tra settarismo e satanismo, le origini dei due fenomeni, le simbologie. Il professore Andrea Feltri, criminologo di Taviano ma da anni di stanza a Padova dove è direttore scientifico dell'Accademia delle scienze psico-criminologiche e criminalistiche (Aspcc), ha fatto chiarezza sul tema tenendo un seminario dal titolo «Sette sataniche: origini e analisi criminologiche del mondo settario». Un argomento sensibile, se è vero che lo studioso, per il solo fatto di aver dimenticato in auto le locandine dell'incontro, tenuto nei giorni scorsi nella sala conferenze di un albergo di Lecce, ha avuto la sorpresa di ritrovare la propria auto rigata. Un episodio sul quale il docente, che è impegnato a Lecce in un ciclo di incontri di criminologia organizzato insieme con Integra Onlus, ha preferito scherzare con gli studenti intervenuti all'incontro.
Dopo una lunga panoramica sulle origini delle sette e dei gruppi esoterici, Feltri ha affrontato il tema caldo del satanismo, mostrando simboli e fotografie di riti, alcune delle quali scattate anche nel Salento, illustrando come funzionano le messe nere e come è classificato il fenomeno, indicando i giorni importanti del calendario satanista (prossima data sensibile il 2 febbraio, quando saranno consacrati candele e lumi utilizzati nei riti dei mesi successivi). Il tutto per capire che cosa c'è dietro ad alcuni fatti apparentemente inspiegabili: furto di ostie consacrate, ritrovamenti di carcasse di animali, profanazione di cimiteri, fino al compimento di reati contro le persone (e spesso contro i loro patrimoni) dettati dall'isteria di gruppo e dal carisma dei vari santoni.
Tutti fatti che ciclicamente si ripropongono anche nel Salento. I numeri esposti dal criminologo non sono incoraggianti: in Italia i numeri elaborati dal Cesnur raccontano di circa mille adepti organizzati e di migliaia di «cani sciolti», molto spesso giovani spinti in questo mondo dalle subculture musicali, dallo smodato uso di droghe all'interno dei gruppi e dal sesso facile.
Ma come si spiega questo proliferare di gruppi e sette sataniche? «La nostra società vive una profonda crisi di identità. La paura del futuro, la sensazione di inguaribilità della società, il timore della tragedia incombente inducono alla ricerca di soluzioni alternative, vie di fuga e abbandono .
Professor Feltri, chi rischia di esporsi a reati gli esterni ai gruppi satanici o gli adepti? «Queste sette sono capaci di provocare una completa destrutturazione mentale negli adepti, conducendoli spesso alla follia e alla rovina economica. I possibili problemi di rilevanza penale connessi al satanismo sono diversi: lavaggio del cervello, frodi, pratiche immorali e attività illegali dietro la facciata della “religione”, predicare dottrine così irrazionali da poter condurre i membri ad attività pericolose per la sicurezza nazionale, piani di sovversione politica».
Tutto ciò è solo potenziale o tutte le sette hanno in se stesse elementi criminogeni? «Il fatto che una setta di tipo satanica possa essere considerato come una sorta di religione, caratterizzata da una concezione della vita contrapposta a quella cristiana, e che i suoi riti siano devianti rispetto alla morale cristiana non significa che la professione del satanismo e la pratica dei suoi riti implichino necessariamente la commissione di un reato. Bisognerebbe piuttosto stabilire caso per caso se la trasgressività di certi riti di tipo satanico sfoci realmente in reati penalmente perseguibili. Se una persona si dichiara satanista o addirittura fonda una “setta” dedita all’adorazione di satana non è perseguibile a norma di legge, purché quest’ultima non venga violata. La natura religiosa di queste organizzazioni non costituisce di per sé un elemento “crimino genetico”. Per un criminologo il satanismo deve restare solo una situazione di contesto. Finché non si compiono reati, certi gruppi, tra l'altro, sono tutelati dagli articoli 19 e 20 della Costituzione».















