Assieme a lui, il pm di Lagonegro, Francesco Greco, titolare delle indagini, ha indagato anche l’amministratrice della società proprietaria dell’albergo, Luciana Gonnella, 56 anni di Montercorvino Rovella (Sa), e un geometra di Maratea, Salvatore Faraco, 60 anni.
La struttura (Albatros) sorge a ridosso della spiaggia su un’area di «singolarità paesaggistica» e a «vincolo di inalterabilità». Questo significa che in quella zona, o almeno in alcune parti di essa, non si sarebbe mai dovuto costruire. Invece, a quanto pare, è stato fatto. Ne consegue che se l’albergo non è tutto abusivo, poco ci manca e comunque, secondo il teorema accusatorio, sono abusivi tutti gli ampliamenti dal 1995 in poi. Ci sono voluti anni, però, per scoprirlo, e l’abilità di un pm, coadiuvato dai carabinieri di Maratea e dalla polizia municipale che hanno eseguito materialmente il sequestro preventivo disposto dal gip di Lagonegro, Lucia Iodice. La scoperta quasi per caso, in seguito ad un controllo effettuato il 28 giugno dell’anno scorso dal quale emerse che l’albergo era privo sia del certificato di abitabilità sia dell’autorizzazione igienico – sanitaria. Da qui le ulteriori indagini che hanno portato alla luce come i permessi a costruire rilasciati per ampliare l’offerta dell’albergo sarebbero illegittimi, compreso l’ultimo in sanatoria (n. 648/SE) che è costato l’accusa di falso e abuso d’ufficio al funzionario comunale. Il quale avrebbe rilasciato anche un certificato di agibilità senza che l’albergo poteva essere allacciato alla rete fognaria che non c’era ancora. Così si tutela il territorio di Maratea. Il fatto che, successivamente, lo stesso funzionario abbia revocato quel certificato non è servito, nell’ottica delle indagini, a mutare la gravità dei fatti e ad escludere la collusione tra un soggetto privato e un funzionario pubblico. L’ ampliamento, inoltre, avrebbero invaso anche la strada comunale (via Luppa). Al posto di otto stanze quante ne prevedeva la concessione ne sarebbero state realizzate il doppio. E il geometra avrebbe detto il falso dichiarando che la parte nuova dell’albergo era separata da quella originaria. In realtà gli indagati sarebbero quattro, ma per il gip uno di essi non sarebbe imputabile. L’accusa era comunque marginale.
















