La Regione Puglia chiede ad assessori e direttori di Dipartimento di applicare le norme sulla trasparenza nella attività di lobbying, disciplinate da una legge regionale risalente al 2017, che ha istituito il Registro Lobbying e l’Agenda pubblica, ma «ancora ampiamente sottoutilizzata».
In una comunicazione trasmessa dalla segreteria generale della Presidenza regionale, sezione Affari istituzionali, prevenzione della corruzione, trasparenza e privacy, si ricorda che l’utilizzo della Agenda è «finalizzato a rendere trasparenti gli incontri fra decisori pubblici e stakeholders accreditati attraverso l’iscrizione al Registro Lobbying, assicurando il perseguimento dei principi di uguaglianza, non discriminazione e proporzionalità delle decisioni pubbliche, nonché di trasparenza e partecipazione democratica ai processi di formazione della decisione, e che l’applicazione di tale disciplina risulta altresì largamente funzionale all’attuazione dei principi in materia di prevenzione della corruzione».
L’Agenda pubblica riporta la data degli incontri, i temi di discussione e la documentazione prodotta. Una norma del 2018 ne ha disciplinato anche il funzionamento, rendendola operativa in via sperimentale, «per i decisori pubblici componenti la Giunta regionale e per i direttori di Dipartimento appartenenti alla struttura amministrativa della Giunta regionale». L’ufficio di Presidenza ricorda che «può essere utilizzata per la puntuale indicazione degli incontri con i rappresentanti dei gruppi di interesse particolare attraverso le apposite sezioni del portale del Registro Lobbying» e «si ritiene utile potenziare l’utilizzo della suddetta Agenda». Per questo, conclude la nota, «si confida in un sempre più ampio utilizzo dello strumento».
















