Avventurosi slalom tra le auto in doppia fila, tratte dei bus rivoluzionate, traffico indiavolato e parcheggi inesistenti. E soprattutto attività commerciali sconvolte cali di fatturato notevolissimi. Bari è alle prese con la rivoluzione epocale targata Pnrr: oltre 100 sono i cantieri in corso in città. Nel dettaglio, 44 sono i cantieri comunali, oltre 400 i divieti di circolazione o restringimenti di carreggiata, circa una ventina le variazioni dei percorsi dei bus. Un contesto al quale si uniscono le opere per i vari sottoservizi.
Dal Brt alle riqualificazioni delle strade L’opera più impattante è senza dubbio il Bus Rapid Transit che continua ad allargarsi raggiungendo sempre nuove zone. D’altra parte, il nuovo mezzo elettrico che dal 2027 rivoluzionerà il trasporto pubblico cittadino, dovrà collegare l’intero perimetro cittadino con quattro linee. I lavori sono contemporaneamente in corso a Japigia, nel Municipio 2, in pieno centro e nella zona dello stadio Della Vittoria. Sei sono i cantieri aperti per la rifunzionalizzazione di asili, uno per la scuola dell’infanzia, in più si aggiunge la costruzione della nuova «Anna Frank». Tre opere riguardano impianti sportivi sportivi (in via Bartolo, a San Pio e per il nuovo stadio del rugby a Catino). Quattro sono gli interventi che riguardano la città e il mare: la riqualificazione dei waterfront della Città Vecchia, di San Cataldo, di Santo Spirito, nonché la pista ciclabile a Palese. Nove sono i cantieri concernenti la mobilità: oltre il Brt, spiccano le piste ciclabili di viale Europa, via Trisorio Liuzzi, via Fanelli e via Quintino Sella, la pensilina Fal, la fogna bianca al quartiere San Paolo, le aree parcheggio a Sant’Anna e Corso Mazzini. verticale. Tre grandi opere riguarderanno nuovi poli come l’accademia delle belle arti, la Manifattura dei Tabacchi (che ospiterà il Cnr e la caserma dei Carabinieri), nonché la casa della cittadinanza. Cinque sono i parchi in costruzione: il mastodontico progetto di Costa Sud, il parco della rinascita, il bosco sociale di Loseto, i parchi Annoscia e del castello Svevo. Tredici, infine, sono le opere di rigenerazione urbana scandita dalle riqualificazioni delle vie Argiro, Putignani, Calefati e Manzoni, dai Pinqua di Santa Rita, San Pio e San Marcello, dalla piazza delle arti, dalla rivisitazione del piazzale chiesa del Buterrito, dal restyling di parco della giustizia, piazza Moro, San Girolamo, San Pietro, la zona tra via Amendola, Postiglione e piazzale Locchi, infine la piazza Umberto a Carbonara.
Corsa contro il tempo Le scadenze non sono uniformi, ma un termine che riguarda gran parte dei cantieri si attesta alla prossima estate, tra il 30 giugno e il 30 luglio, in particolare proprio per quelli finanziati da fondi Pnrr. Ora occorrerà un’accelerata poderosa per ultimare le opere che attualmente risultano a meno del 50%. Nei prossimi giorni dovrebbero essere consegnati i primi tre isolati di via Manzoni, ma le opere sono circa al 35% e proseguono in altri sei segmenti. Quasi pronti i primi due tratti di via Argiro, ma ne restano in sospeso altri cinque: anche qui si è lontani dal 50%. Così come sul Brt si è raggiunto circa un terzo del progetto. Al momento non sono previste proroghe: qualora gli interventi non fossero completati, i lavori non resteranno in sospeso, ma proseguiranno attingendo presumibilmente da altre forme di finanziamenti.
Crisi delle attività A risentire maggiormente sono le attività commerciali che insistono nelle zone dei grandi cantieri. Basti pensare che in piazza Moro i lavori sono in corso da un anno e manca l’ intera seconda parte della riqualificazione. In via Argiro gli interventi sono partiti il 15 settembre in una zona scandita da 89 attività di cui 19 con occupazioni di suolo pubblico. In crisi pure i commercianti di via Manzoni, alle prese con i lavori dal 4 ottobre. Da circa un mese, infine, il traffico è in tilt in varie strade del Municipio 2 che, peraltro, rischia di perdere quasi 600 posti auto. Da oggi scatta un’altra settimana di lavori frenetici: eppure, basta una pioggia a scombussolare equilibri fin troppo precari.















