Mercoledì 08 Aprile 2026 | 12:47

Puglia isolata per la frana di Petacciato, i ritardi della Regione Molise: doveva fare i lavori di consolidamento nel 2021

Puglia isolata per la frana di Petacciato, i ritardi della Regione Molise: doveva fare i lavori di consolidamento nel 2021

Puglia isolata per la frana di Petacciato, i ritardi della Regione Molise: doveva fare i lavori di consolidamento nel 2021

 
Puglia isolata per la frana di Petacciato, i ritardi della Regione Molise: doveva fare i lavori di consolidamento nel 2021

Il bando di gara è stato pubblicato solo a dicembre 2025 e saranno necessari 5 anni. L'allarme dei geologi: «Situazione grave, non esistono valide alternative viarie e la durata delle interruzioni è ancora incerta»

Mercoledì 08 Aprile 2026, 10:32

Dopo i crolli del 2015 la Regione Molise aveva programmato interventi straordinari per il consolidamento idrogeologico della frana di Petacciato. E nel 2021 aveva annunciato come «imminente» la gara per la progettazione degli interventi: ma il bando per l’appalto integrato (progettazione ed esecuzione) è stato pubblicato solo a dicembre 2025 e non è ancora stato aggiudicato.

Il disastro che ha diviso in due il fronte adriatico dell’Italia, rendendo difficilissimi i collegamenti da e per la Puglia, ha dunque una responsabilità anche nei ritardi della Regione Molise. E ora i tempi non saranno brevi: la Protezione civile indica «mesi o anni» per il ripristino della autostrada A14 e della ferrovia, per non parlare dei lavori di consolidamento della frana per i quali sono necessari 40 milioni di euro. «Come evidenziano anche le statistiche della Corte dei Conti, mediamente servono cinque anni dalla progettazione alla completa realizzazione delle opere necessarie», dice il geologo Antonello Fiore, presidente della Società italiana di geologia ambientale.

 L’interruzione della A14 e della ferrovia si somma a quello della Statale 16, chiusa per via del crollo del ponte sul Trigno. Il risultato sono lunghe code stradali (è necessario utilizzare la viabilità ordinaria, passando attraverso i piccoli paesi molisani e le strade di montagna) e l’utilizzo della linea Tirrenica per i treni diretti verso il Nord. «Questo isolamento – dice Fiore - risulta particolarmente grave per la Puglia perché, a differenza di quanto avvenuto nel 2010 con la frana di Montaguto, non esistono valide alternative viarie e la durata della sospensione dei servizi, sia per persone che per merci, è ancora incerta». Secondo il geologo sarebbero state necessarie procedure ben più rapide per i lavori di consolidamento del fronte molisano. «Il sistema amministrativo e le procedure di pianificazione risultano spesso incapaci di sostenere la rapidità con cui si manifestano i disastri, lasciando le regioni vulnerabili come la Puglia esposte a lunghi periodi di isolamento e crisi economica. Questo scenario impone un urgente cambio culturale nella gestione del territorio, con una programmazione e una prevenzione più efficaci e rapide, capaci di rispondere alle nuove sfide di un Paese geologicamente fragile e ormai sempre più soggetto a eventi estremi quali frane, mareggiate e alluvioni».

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