Mercoledì 15 Aprile 2026 | 14:08

Giornalista e docente dell'Università di Bari arrestato in Kuwait: «Aveva pubblicato video sulla guerra»

Giornalista e docente dell'Università di Bari arrestato in Kuwait: «Aveva pubblicato video sulla guerra»

Giornalista e docente dell'Università di Bari arrestato in Kuwait: «Aveva pubblicato video sulla guerra»

 
Redazione online

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Giornalista e docente dell'Università di Bari arrestato in Kuwait: «Aveva pubblicato video sulla guerra»

Ahmed Shihab-Eldin  è docente di storytelling e public speaking nel corso di laurea magistrale in Decision Science. La denuncia del Cpj: «Nel Golfo censura sempre più rigida sulla stampa»

Mercoledì 15 Aprile 2026, 11:52

13:23

Un giornalista statunitense-kuwaitiano è stato detenuto per settimane e incriminato in Kuwait, ha dichiarato il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj), mentre i Paesi del Golfo intensificano la repressione contro chi condivide filmati che documentano la guerra tra Stati Uniti e Iran. Ahmed Shihab-Eldin, giornalista che ha collaborato con il New York Times, la Pbs e Al Jazeera English, non ha pubblicato nulla online né è stato visto in Kuwait dal 2 marzo, ha affermato l'organizzazione per la tutela della libertà di stampa. L'uomo, nato in Kuwait ma di origine palestinese, è docente di storytelling e public speaking nel corso di laurea magistrale in Decision Science e dal 2025 vive a Bari. Dall'Ateneo barese fanno sapere di star seguendo il caso. 

L'arresto sarebbe avvenuto il 3 marzo. Mentre le autorità hanno citato motivi di sicurezza, l'organizzazione per la tutela della libertà di stampa ha criticato la «censura sempre più rigida sulla stampa». Secondo il Cpj, uno dei post recenti di Shihab-Eldin includeva un video geolocalizzato, verificato dalla Cnn, che mostrava lo schianto di un aereo da caccia statunitense vicino a una base aerea americana in Kuwait. «Chiediamo al Kuwait di rilasciare Ahmed Shihab-Eldin e di ritirare tutte le accuse contro di lui», ha dichiarato Sara Qudah, direttrice regionale del Cpj, aggiungendo che il suo caso «riflette un modello più ampio di utilizzo delle leggi sulla sicurezza nazionale per soffocare il controllo e manipolare la narrazione».

Centinaia di persone sono state arrestate in tutto il Golfo, mentre gli Stati cercano di limitare la diffusione di filmati che mostrano gli effetti degli attacchi iraniani, inclusi eventuali danni o intercettazioni.

Vincitore di numerosi premi internazionali e nominato a un Emmy nel 2012, nel 2024 ha condiviso con altri giornalisti lo Human Rights Defender Award di Amnesty International Australia per l’impatto significativo del lavoro di cronaca sulla situazione a Gaza, grazie ad un uso innovativo dei social media e del citizen journalism.

«Il 3 marzo scorso è stato arrestato in Kuwait mentre era in visita alla famiglia per aver commentato una foto della guerra in Iran sui social con l'accusa di diffusione di notizie false e minacce alla difesa nazionale. Un'accusa falsa e pretestuosa, usata dal regime per mettere a tacere giornalisti e dissidenti», ha detto invece Nicola Fratoianni di Avs. 

L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro esprime la propria solidarietà al giornalista di nazionalità kuwaitiana Ahmed Shihab-Eldin, docente a contratto presso il Corso di laurea in Decision Science di UniBa, detenuto da oltre 1 mese in Kuwait per la presunta “diffusione di informazioni malevole online” e per un presunto “danno alla sicurezza nazionale”.

L'appello dell'Università di Bari Aldo Moro

L’Università richiama il diritto fondamentale a non subire molestie per le proprie opinioni e alla libertà di espressione, sancito dall’art. 19 del Patto sui diritti civili e politici delle Nazioni Unite di cui il Kuwait è parte; ribadisce che ogni individuo accusato penalmente ha diritto ad essere tradotto al più presto dinanzi a un’autorità giudiziaria indipendente e a essere giudicato entro un termine ragionevole, nonché a ricorrere a un tribunale affinché questo possa decidere senza indugio sulla legalità della sua detenzione (art. 9 Patto sui diritti civili e politici della Nazioni Unite).

Pertanto, l'Università degli Studi di Bari chiede che Ahmed Shihab-Eldin sia prontamente rilasciato e confida che il processo volto a verificare la fondatezza delle accuse nei suoi confronti si svolga in tempi brevi e nel rispetto assoluto del diritto fondamentale al giusto processo.

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