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Allarme Cia

Podolica a rischio
per il taglio degli aiuti

Le bianche vacche , autentico simbolo della Basilicata rurale, rischiano di essere «sfrattate» dai boschi lucani per gli effetti dell’applicazione di un decreto ministeriale

Podolica a rischio per il taglio degli aiuti

GIOVANNA LAGUARDIA

Le bianche vacche podoliche dalle lunghe corna, autentico simbolo della Basilicata rurale, rischiano di essere «sfrattate» dai boschi lucani per gli effetti dell’applicazione di un decreto ministeriale che, di fatto, taglia pesantemente gli aiuti comunitari per le pratiche di pascolo tradizionali.

Il decreto, il Dm 1420, risale al 2014, ma è stato applicato a partire dallo scorso anno. E gli allevatori che praticano il pascolo estensivo nel sottobosco non solo si sono visti decurtare le quote di aiuto comunitario per il 2017, ma rischiano di dover restituire parte delle provvidenze ricevute nel 2016 e nel 2015. È questo l’allarme lanciato dalla Cia di Basilicata, che ha annunciato nei prossimi giorni un incontro a Potenza con tutte le strutture regionali della Cia - Agricoltori interessate alle pratiche di pascolo tradizionale, secondo le consuetudini e gli usi locali.

«In Basilicata, come in altre regioni soprattutto del Centro Sud - spiegano dall’associazione agricola - le superfici boscate, demaniali o private, vengono utilizzate per il pascolo di razze rustiche, come la podolica. Inizialmente L'Unione Europea non considerava i boschi superfici utili per il pagamento degli aiuti comunitari, ma in Italia il pascolamento nel bosco è una tradizione. Questa pratica è stata riconosciuta dall’Unione Europea, per cui veniva corrisposto regolarmente un aiuto. L’allevatore doveva dimostrare di avere in uso una superficie per il pascolamento. Fino al 2015 le superfici boscate erano riconosciute da Agea in percentuale rispetto alla superficie catastale ai fini del calcolo del contributo. Cioè se un allevatore aveva in uso un bosco di 100 ettari, ai fini del calcolo del contributo veniva detratta una tara, che poteva essere del 20 o del 50 per cento. Nel 2014 un decreto ministeriale ha aumentato la tara applicata alle superfici boschive. Nel 2015 e nel 2016, però, continua ad essere applicata la tara del 50 per cento. Nel 2017, dopo un audit della Commissione Europea su Agea, viene accertata la discrepanza e quindi nel 2017 gli aiuti sono stati decurtati e ora si prospetta un recupero delle quote già ottenute per il 2015 e il 2016».

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