Venerdì 20 Febbraio 2026 | 23:58

Carnevale Antropologico di Rionero in Vulture 2026, il ritorno di Turdei accende la tradizione

Carnevale Antropologico di Rionero in Vulture 2026, il ritorno di Turdei accende la tradizione

Carnevale Antropologico di Rionero in Vulture 2026, il ritorno di Turdei accende la tradizione

 
Redazione online

Reporter:

Redazione online

Carnevale Antropologico di Rionero in Vulture 2026, il ritorno di Turdei accende la tradizione

Dalla festa di Sant’Antonio Abate alla grande giornata conclusiva del 17 febbraio, il rito identitario che affonda le radici nel mondo contadino lucano si conferma tra le espressioni più rappresentative dei carnevali della Basilicata

Venerdì 20 Febbraio 2026, 12:21

Si è conclusa con una significativa partecipazione di pubblico l’edizione 2026 del Carnevale Antropologico di Rionero in Vulture, appuntamento centrale del calendario culturale cittadino e tra le manifestazioni più emblematiche del circuito dei carnevali antropologici lucani. Un evento che, anche quest’anno, ha saputo coniugare memoria, rito e dimensione collettiva, rafforzando il senso di appartenenza della comunità.

Il Carnevale era ufficialmente iniziato il 17 gennaio, in occasione della festività di Sant’Antonio Abate, data che per Rionero in Vulture segna tradizionalmente l’apertura del periodo carnascialesco. Da quel momento, ogni sabato il paese è stato attraversato da sfilate, maschere e momenti di animazione che hanno coinvolto cittadini e visitatori in un percorso di avvicinamento alla giornata conclusiva del 17 febbraio.

Il programma dell’ultimo giorno ha preso il via con il raduno dei gruppi mascherati presso il Piano delle Cantine Sant’Antonio. L’arrivo di Turdei ha quindi dato ufficialmente inizio alla sfilata delle allegorie, i tradizionali «carnval», che hanno percorso le principali vie cittadine fino a raggiungere piazza Giustino Fortunato, cuore simbolico della manifestazione, dove si sono svolte le esibizioni dei gruppi. A chiudere l’evento, la consueta festa dei colori, tra musica, convivialità e partecipazione intergenerazionale.

Protagonista assoluto è stato Turdei, maschera storica e identitaria del paese, simbolo della tradizione contadina lucana e del patrimonio culturale immateriale del territorio. La figura si ispira a Michelarcangelo Curto (1858-1944) e nasce tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Il suo aspetto – pelli animali, corna, campanacci, forca agricola e teschio – richiama un immaginario arcaico legato al mondo rurale e al sottile confine tra sacro e profano, tra paura e ironia.

Secondo la tradizione orale, durante il Carnevale Turdei scendeva dal Monte Vulture attraversando vicoli e contrade, suscitando timore e ilarità, in un rituale collettivo che rievoca il significato originario del Carnevale come tempo di sospensione delle regole e rovesciamento simbolico dell’ordine quotidiano. Una dimensione ben descritta anche da Carlo Levi nel libro Cristo si è fermato a Eboli, testimonianza letteraria fondamentale per comprendere la cultura e le dinamiche sociali della Lucania del Novecento.

L’edizione 2026 ha così confermato la forza identitaria e la capacità aggregativa del Carnevale Antropologico di Rionero in Vulture, dimostrando come una tradizione profondamente radicata nel passato possa continuare a rinnovarsi nel presente, mantenendo saldo il legame tra memoria storica, cultura popolare e comunità. Un patrimonio vivo, che ogni anno si rigenera attraverso la partecipazione collettiva e il ritorno simbolico di Turdei, custode di un racconto che appartiene all’intero territorio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marchio e contenuto di questo sito sono di interesse storico ai sensi del D. Lgs 42/2004 (decreto Soprintendenza archivistica e Bibliografica Puglia 18 settembre 2020)

Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725 (Privacy Policy - Cookie Policy - - Dichiarazione di accessibilità)