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In Puglia e Basilicata

Allarme energia

Basilicata, rincari alle stelle mense aziendali a rischio

Basilicata, rincari alle stelle mense aziendali a rischio

A rischio la ripresa d’autunno. Primi esuberi per le imprese legate a Stellantis e alle aziende ospedaliere

20 Settembre 2022

Antonella Inciso

Aumenti delle materie prime fino al 30 per cento. Rincari insostenibili per le aziende, che guardano con preoccupazione anche ai prezzi legati all’energia.

I costi schizzati si riverberano come uno tzunami sulle aziende del terziario lucano. Un impatto che se, d’estate ha colpito il settore turistico, ora rischia di travolgere quello delle mense aziendali.

I primi segnali di preoccupazione i sindacati li avevano lanciati già qualche settimana fa. Ora, però, dalle parole si è passati ai fatti: con i primi esuberi. Con le prime liste di taglio dei costi e delle relativa occupazioni, con il ricorso agli ammortizzatori sociali.

Due i casi emblematici: quello delle aziende che si occupano della mensa di Stellantis e quello della società che cura la mensa del più grande ospedale lucano, l’Azienda ospedaliera «San Carlo».

Nell’area industriale di San Nicola di Melfi, ad esempio, per l’aumento dei costi e la razionalizzazione della spesa decisa dai vertici di Stellantis la società che si occupa della mensa ha dichiarato 13 esuberi. Un numero che si somma a quelli che potrebbero arrivare dalle altre aziende della logistica colpite non solo dal caro energia ma anche dagli effetti della transazione ecologica.

Insomma, tra rincari, razionalizzazioni della spesa e nuove tecnologie l’effetto sulla più importante area industriale lucana potrebbe essere decisamente pesante.

Sono, però, anche altre società che si occupano di mense aziendali a soffrire. Tra queste quella che ha l’appalto per 30mila pasti al mese dell’ospedale «San Carlo» di Potenza. Azienda che ha già comunicato undici esuberi.

Si tratta, però, solo di un primo tassello perché con l’apertura delle scuole e delle relative mense il problema potrebbe allargarsi a macchia d’olio.

«Mentre nel caso di Stellantis l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale è dovuto alla minore attività dello stabilimento, in altri casi le aziende stanno facendo una razionalizzazione degli organici per far fronte ad un calo del fatturato - spiega Emanuela Sardone della Fisascat Cisl - Il rischio a lungo andare è la riduzione dei livelli occupazionali, a discapito anche dei servizi perché sono servizi di pubblica utilità».

Un grido d’allarme condiviso anche da Donato Rosa della Uiltucs che chiede azioni immediate. «Serve l’energia gratis alle imprese subito ma non con finanziamenti a pioggia- dice - La Regione dovrebbe mettere in campo iniziative straordinarie per fronteggiare la situazione». E tra le iniziative potrebbe esserci quella richiesta dal segretario della Filcam Cgil, Michele Sannazzaro, che, ad esempio, per andare incontro all’aumento delle bollette dell’energia dei supermercati ne chiede la chiusura la domenica. «Gli imprenditori dei supermercati ci parlano di bollette triplicate. Il che porterà ad un rincaro sui prezzi dei prodotti e a riflessi sui lavoratori. Per questo chiediamo che la Regione decida per la chiusura dai centri commerciali la domenica» conclude il sindacalista.

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