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In Puglia e Basilicata

Il caso

Agosto rovina-vacanze, ma le dighe lucane ringraziano

Agosto rovina-vacanze, ma le dighe lucane ringraziano

Oggi in Basilicata nei sei invasi operativi ci sono circa 270 milioni di metri cubi d’acqua

11 Settembre 2022

Giuseppe Pomarico

Oggi in Basilicata nei sei invasi operativi ci sono circa 270 milioni di metri cubi d’acqua. Il dato si riferisce all’ultimo aggiornamento dell’Ente Irrigazione in data 6 settembre. Mancano circa 30 milioni di metri cubi rispetto al 2021 ma sono 60 in più del 2020. Si tratta, quindi, di numeri in linea con la media storica per il mese di settembre e che con l’autunno ormai alle porte garantiscono a Puglia e Basilicata una relativa tranquillità.

In effetti, all’inizio della stagione estiva qualche timore c’era. In entrambe le regioni si veniva, infatti, da un prolungato deficit pluviometrico cominciato a gennaio e proseguito fino a tutto il mese di luglio. Agosto, invece, soprattutto in Basilicata, è stato caratterizzato da piogge e temporali con associati accumuli ben oltre la norma, tanto che in molte località della regione il mese è risultato il più piovoso dell’anno: a Potenza città sono caduti ad esempio 125mm di pioggia, quattro volte il valore normale, con l’accumulo annuale che ad oggi sfiora i 450mm. In alcune località della Val d’Agri e del Pollino nel mese scorso sono caduti oltre 250mm di pioggia. Precipitazioni che hanno permesso, quindi, sia di rallentare i prelievi di acqua per uso agricolo e sia di rimpinguare falde e sorgenti in un periodo normalmente caratterizzato da portate prossime ai minimi assoluti. Anche il territorio pugliese ha fatto registrare in agosto una piovosità media nel complesso superiore alla norma, questo grazie ad una serie di temporali che in ordine sparso hanno interessato più volte la regione. Nonostante questo, comunque, da gennaio ad agosto il dato relativo alle precipitazioni annue su entrambe le regioni è ancora deficitario rispetto alle medie storiche trentennali: si va da un calo del 10-15% sull’Appennino lucano, Vulture e Gargano fino ad un meno 25-30% sull’area murgiana, la costa barese ed il Salento.

Tornando allo stato attuale delle dighe lucane, Monte Cotugno oggi raggiunge quota 231 metri sul livello del mare, per un accumulo pari a 160 milioni di metri cubi d’acqua. Ne mancano 11 rispetto allo scorso anno ma ce ne sono quasi 60 in più del 2020. Buona la situazione del Pertusillo, in Val d’Agri. Il lago raccoglie poco meno di 70 Mmc, circa 3 in meno dello scorso anno ma quasi 20 in più del 2019. Tutta l’asta del fiume Agri, come detto, è stata interessata da precipitazioni molto abbondanti durante il mese di agosto che ne hanno aumentato in modo significativo la portata in un periodo normalmente di magra severa.

La situazione più deficitaria rispetto a dodici mesi fa la ritroviamo nell’invaso di San Giuliano, nel Materano. Attualmente sono raccolti circa 26 Mmc, 8 in meno rispetto al 2021. Lo scarto negativo va ricercato essenzialmente nelle scarse piogge primaverili cadute lungo l’alto e medio corso del fiume Bradano che non hanno permesso di incrementare la riserva idrica invernale ed autunnale, volutamente mantenuta sotto controllo per il rischio di improvvise alluvioni.

La diga del Camastra, con 6,5 milioni di metri cubi d’acqua, presenta numeri pressoché identici rispetto allo scorso anno, mentre quella del Basentello è quella messa peggio, con un ammanco di oltre 9 milioni di mc. In questa come in tutte le altre dighe, ad eccezione di San Giuliano, permangono purtroppo limitazioni all’accumulo di carattere tecnico che ne diminuiscono in maniera importante la capacità di invaso. Il piccolo impianto di Gannano sul basso Agri è praticamente pieno, a testimonianza della straordinaria piovosità che ha interessato in agosto quest’area della Basilicata.

Nel complesso, quindi, l’attuale disponibilità idrica degli invasi lucani è più che soddisfacente. È necessario però non abbassare la guardia. Lo stravolgimento del regime pluviometrico è ormai un dato di fatto anche alle nostre latitudini. Le piogge abbondanti che da settembre in poi caratterizzavano soprattutto l’area tirrenica ed appenninica della Basilicata e che contribuivano ad una rapida “ricarica” di falde e sorgenti dopo i minimi estivi, non sono più una certezza come alcuni decenni fa. Dando un’occhiata ai modelli di previsione, ad esempio, su Puglia e Basilicata nei prossimi 10-15 giorni pioverà pochissimo, facendo chiudere probabilmente sottomedia il mese di settembre. Ormai c’è la consapevolezza che solo programmando e gestendo in maniera oculata la risorsa durante l’intero anno si potrà far fronte ai massicci prelievi estivi senza particolari difficoltà.

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