Venerdì 19 Agosto 2022 | 06:50

In Puglia e Basilicata

Agricoltura

È bufera per i rincari del grano duro, a Potenza sit-in della Coldiretti

Agricoltura, più giovani imprenditori lo scelgono come lavoro

La produzione in Basilicata è in calo fino al 35%-40% a causa della siccità

29 Luglio 2022

Redazione online

POTENZA - «Per non mettere a rischio l'agricoltura e l’agroalimentare lucano», la Coldiretti di Basilicata ha avviato oggi alcune iniziative, fra le quali un sit-in, che culmineranno, domani, a Potenza, in un’«assemblea popolare alla quale parteciperanno 300 agricoltori provenienti da tutta la regione, con trattori e mietitrebbia al seguito», per presentare «proposte concrete».
«È bufera per i prezzi del grano duro italiano in caduta libera - ha detto il presidente della Coldiretti lucana, Antonio Pessolani - una tendenza al ribasso che gli agricoltori non possono assolutamente permettersi dopo il rincaro stellare dei costi di produzione e la siccità che ha fatto crollare la produzione».

Secondo il dirigente di Coldiretti, «la speculazione si sposta dai mercati finanziari ai metalli preziosi come l’oro fino ai prodotti agricoli dove le quotazioni dipendono sempre meno dall’andamento reale della domanda e dell’offerta e sempre più dai movimenti finanziari e dalle strategie di mercato, a danno degli agricoltori e dei consumatori». A giudizio del direttore di Coldiretti Basilicata, Aldo Mattia, «la produzione è in calo fino al 35%-40% nelle aree più vocate, compresa la Basilicata, a causa della siccità, proprio quando coltivare grano è costato agli agricoltori fino a 600 euro in più ad ettaro a causa dell’impennata dei costi di produzione causata dall’effetto a valanga della guerra in Ucraina dopo la crisi generata dalla pandemia Covid, che si riflette a cascata dalle sementi al gasolio fino ai fertilizzanti.

La minor produzione pesa sulle aziende cerealicole che hanno dovuto affrontare rincari delle spese di produzione che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. Il taglio dei raccolti causato dall’incremento dei costi e dalla grave e perdurante siccità rischia di aumentare ulteriormente la dipendenza dall’estero per gli approvvigionamenti agroalimentari»

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