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Ambiente e natura

L’aquila dei serpenti vola nell’azzurro dei cieli lucani

L’aquila dei serpenti vola nell’azzurro dei cieli lucani

Progetto di monitoraggio: un piccolo inanellato con Gps per seguire la sua vita

24 Luglio 2022

Giovanna Laguardia

In alto, su e ancora più su. Tra i rami dei grandi alberi, per inanellare con gps un piccolo di biancone, la maestosa e rara aquila dei serpenti, e poi seguirne la vita e le migrazioni, dalla Basilicata ai deserti africani e ritorno. È il lavoro del dottor Egidio Mallia, medico veterinario, inanellatore e tecnico zoologo, ornitologo, che fa parte di un pool di esperti italiani e spagnoli, che lavorano al progetto di monitoraggio di questo rapace, avviato ormai dal 2010 nel parco regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane dall’Osservatorio regionale degli habitat e delle popolazioni faunistiche (Ufficio parchi). Proprio nei giorni scorsi il veterinario-ornitologo-arrampicatore è partito con i suoi colleghi per una nuova missione: inanellare un giovane biancone con l’obiettivo studiare e preservare la specie. La popolazione italiana di questo rapace che si nutre quasi esclusivamente di serpenti, infatti, si è ridotta a poche centinaia di coppie, alcune delle quali nidificano stabilmente in Basilicata.

«Il risultato raggiunto - spiega Sandrino Caffaro, dell’Ufficio Parchi, Biodiversità e Tutela della Natura della Regione - è frutto di un lavoro di monitoraggio costante e di ricerca dei nidi, con una costante opera di controllo che garantisce il giusto periodo di intervento. Difatti è importante che gli esemplari da marcare siano di un’età compresa tra i 45/50 giorni di vita, in quanto da un punto di vista muscolo – scheletrico l’animale è pronto per essere trattato, non fugge, per cui viene salvaguardato il suo benessere. Il dottor Mallia è stato bravissimo nel raggiungere il nido con grande esperienza e prendere il rapace senza causare alcun danno, per poi passare il lavoro al professor Vicente Urios, dell’Università di Alicante in Spagna, che ha posizionato il gps ed ha prelevato un po' di sangue per le analisi sanitarie e l’individuazione del sesso.

Ad operazione conclusa il soggetto è stato riposto nel nido e affidato alle cure dei genitori». All’operazione hanno preso parte la Polizia ambientale regionale e rappresentanti di associazioni naturalistiche con propri esperti ornitologi che hanno fornito un significativo supporto logistico. Di prestigio la presenza dei Ugo Mellone, ornitologo e fotografo naturalista, Nicolantonio Agostini e Giovanni Malara, ornitologi di Reggio Calabria, Antonio Cerverizzo ornitologo del Centro di educazione ambientale del Vulture e i coniugi Giuseppe e Irene Lucia ornitologi di Castel Lagopesole. La ricerca avviata nel 2010 nella nostra regione è stata la prima realizzata in Italia sul Biancone mediante tecnologia gps/argos. Grazie a questo sistema è stato possibile studiare i movimenti e le strategie migratorie dei bianconi fin nei più piccoli particolari (a volte purtroppo scoprendo che sono caduti vittima dei bracconieri, come accaduto più volte nel corso del decennio di studi).

Oltre agli studi sul Biancone, l’Osservatorio regionale ha anche dato vita ad altre campagne di studio della fauna selvatica. Tra queste, il monitoraggio della lontra, quello della lepre italica, la reintroduzione della coturnice sul massiccio del Pollino, il programma di reintroduzione del cervo e del capriolo e il progetto di monitoraggio della popolazione del lupo.

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