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In Puglia e Basilicata

LA CRISI E LA RIPRESA

Lavori pubblici infiniti in Basilicata, a rischio anche il Pnrr

Lavori pubblici infiniti in Basilicata, a rischio anche il Pnrr

Lavori pubblici infiniti, il caso Basilicata

Bankitalia: «In Lucania tempi più lunghi della media, 55 giorni in più. Qui occorre vigilare»

23 Giugno 2022

Giovanna Laguardia

Opere pubbliche e tempi per realizzarle: Bankitalia bacchetta le istituzioni lucane e accende i riflettori sul Piano nazionale di ripresa e resilienza e sulla necessità di vigilare sulla sua pronta attuazione. Il direttore della filiale lucana Maurizio Mincuzzi lo ha detto a chiare lettere durante la presentazione alla stampa del rapporto sull’economia della Basilicata relativo all’anno 2021. «Uno spaccato molto importante per l’economia locale - ha spiegato - è dato dall’utilizzo dei fondi del Pnrr, per il quale gli enti locali dovranno attivarsi subito per mettere in campo i progetti, ma soprattutto per la realizzazione degli stessi. È una scommessa importantissima per la nostra regione, per superare quel gap di partenza che già divideva la Basilicata dalle altre economie prima del Covid e prima della crisi». Una scommessa che, però, non sarà facilissimo vincere, atteso che fino a questo momento le performance lucane riguardo ai tempi di realizzazione delle opere non sono certo fra i migliori in Italia. «I tempi di progettualità delle opere pubbliche non sono tra i migliori - ha sottolineato Mincuzzi - e quindi andrà attenzionato questo fenomeno, oltre al rischio di infiltrazione della criminalità che è sempre possibile. Le disfunzioni della pubblica amministrazione sono tangibili, causate anche dalla diffusa carenza di personale, ma il Pnrr andrà sfruttato al massimo».

Nel capitolo sulla finanza locale decentrata il rapporto Bankitalia indica che «tra le spese in conto capitale, gli investimenti sono aumentati (12,4%). Nei prossimi anni questi ultimi dovrebbero beneficiare delle risorse del Pnrr. A livello territoriale gli effetti del Pnrr dipenderanno molto anche dalla capacità delle amministrazioni locali di contenere i tempi di progettazione e realizzazione delle opere che, in regione, sono superiori alla media nazionale. Per migliorare l’efficienza del sistema degli appalti pubblici è necessario non soltanto disporre di maggiori risorse finanziarie ma anche di più elevate competenze specifiche. le manovre di risanamento dei conti dello scorso decennio hanno ostacolato il ricambio generazionale e l’ingresso negli enti territoriali meridionali di competenze aggiornate».

I dati forniti da Bankitalia dicono che «la durata mediana della fase di progettazione (244 giorni) è in linea con quella del Mezzogiorno, ed è risultata più elevata (di 55 giorni) rispetto a quella dell’Italia; la durata dell’aggiudicazione (63 giorni) è in linea con le macro aree di riferimento». e poi arrivano le note dolenti. «L’esecuzione 463 giorni), pari a quella del Mezzogiorno, è maggiore di quella nazionale (di 55 giorni). La maggiore durata degli appalti in Basilicata è riconducibile soprattutto alle Province per i tempi di progettazione e ai Comuni quelli di esecuzione dei lavori». Ma se il ritardo medio rispetto ai tempi dell’Italia è di 55 giorni, ci sono tanti, troppi esempi di opere pubbliche che hanno accumulato ritardi di svariati decenni. Ce ne siamo occupati proprio nei giorni scorsi sulle pagine della Gazzetta. Tra tutte, la grande incompiuta, lo schema idrico Basento-Bradano. Ma anche la ferrovia Ferrandina- Matera e la bretella Acerenza-Ss 658, tanto per fare qualche esempio. A maggio del 2021, si legge nel rapporto Bankitalia, «le risorse del Pnrr per interventi da realizzare entro il 2026 assegnate agli enti territoriali in qualità di soggetti attuatori, che rappresentano una parte dei fondi del Pnrr destinati al territorio regionale, in Basilicata erano pari a 462 milioni, circa 850 euro pro capite (circa 270 in più della media nazionale). I programmi di intervento che mirano a potenziare le linee ferroviarie regionali e a favorire la riqualificazione delle infrastrutture scolastiche, la messa in sicurezza degli edifici e la realizzazione di Zpne economiche speciali assorbono la metà delle risorse complessive».
Ai fondi del Pnrr bisogna aggiungere anche quelle relative alle politiche di coesione che, per il ciclo 2021-27 hanno assegnato alla Basilicata quasi un miliardo di euro. Per quanto riguarda la vecchia programmazione, in base ai dati forniti nel rapporto Bankitalia, a dicembre del 2021 le risorse del Por 2014-20 risultavano impegnate per l’89% e spese per il 62.

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