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In Puglia e Basilicata

L'inchiesta

Tamponi ai vip in Basilicata: proroga delle indagini per Bardi e altri 20

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Il governatore: «Una vicenda che mi addolora, ho investito tutte le mie energie per proteggere i lucani»

18 Giugno 2022

Redazione online

POTENZA - È stata notificata nei giorni scorsi la proroga delle indagini preliminari a carico di una ventina di persone - tra le quali il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi (centrodestra) e di due assessori in carica, entrambi della Lega, indagati per peculato nell'ambito di un’inchiesta, cominciata nel 2020, su presunti favori ricevuti per usufruire di tamponi all'inizio della pandemia.

Bardi, attraverso il suo portavoce, ha ribadito la sua «fiducia nella magistratura. Su tamponi e vaccini - ha aggiunto il governatore lucano - ho fatto di tutto per i lucani». Bardi ha inoltre confermato «la completa disponibilità nei confronti degli inquirenti per fare chiarezza su una vicenda che mi addolora molto e che riguarda un periodo - la pandemia - che ha segnato profondamente la mia vita, dato il mio impegno diretto e le mie enormi responsabilità dinanzi a un evento imprevisto e imprevedibile, nei confronti del quale ho investito tutte le mie energie unicamente per proteggere i lucani».

LA DIFESA

Bardi ha aggiunto che «agli inizi di marzo 2020 ho partecipato a una riunione istituzionale presso la prefettura di Potenza insieme all’allora Prefetto di Matera, che risultò poi immediatamente positivo. Come da prassi, tutti i partecipanti dell’epoca sono stati sottoposti a tampone, per limitare l’eventuale diffusione del contagio. Alla riunione erano presenti i rappresentati delle Asl, del Dipartimento Salute, delle forze dell’Ordine e altri ancora. Tutti sono stati sottoposti a controllo, non certo perché vip: era un obbligo, cui nessuno poteva sottrarsi. In due date successive, sono entrato in contatto con due persone positive e per tale motivo sono stato sottoposto a tampone, come previsto per tutti i cittadini. E mi preme ricordare che ho ricevuto il mio vaccino previa prenotazione in piattaforma, come tutti i lucani. È tutto agli atti. Tutto trasparente. È il mio modo di intendere il servizio alle istituzioni. Mi preme anche evidenziare che i tamponi - dato l’elemento emergenziale - sono stati effettuati personalmente dal Direttore sanitario dell’Asp (Azienda sanitaria di Potenza), che ringrazio, non sottraendo in tal modo personale sanitario alla normale attività in favore dei cittadini. Non sono stati nemmeno sottrattì tamponi ai cittadini, data la notevole disponibilità e considerando anche che all’epoca il laboratorio del San Carlo processava meno tamponi rispetto alle sue capacità» .

Le indagini sui tamponi privilegiati fanno parte di uno dei filoni di un'inchiesta, avviata nel 2019, con al centro un noto avvocato del capoluogo lucano, Raffaele De Bonis Cristalli, su un presunto sistema di scambi di favori tra uomini politici, amministratori e imprenditori. Oltre a Bardi, hanno ricevuto l'avviso di proroga delle indagini preliminari anche due assessori della Lega in carica Francesco Fanelli (sanità) e Donatella Merra (infrastrutture), un ex assessore, Gianni Rosa (Fratelli d’Italia) e un consigliere regionale Giovanni Vizziello (Lega). 

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