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Monticchio: ultimo treno per lo sviluppo dei laghi

Monticchio: ultimo treno per lo sviluppo dei laghi

Il Progetto Borghi per strappare l’area a una storia di ali tarpate. Si punta ai fondi del Pnrr

16 Marzo 2022

Giovanna Laguardia

POTENZA - Monticchio attende l'ultimo treno per lo sviluppo. E intanto continua a scontare decenni di lentezze, miopia e disinteresse.
È di questi giorni la notizia che il progetto dell’amministrazione comunale di Rionero per la rivitalizzazione dell’area ha trovato la più ampia convergenza possibile, fino ad essere candidato dalla Regione Basilicata al cosiddetto Bando Borghi, linea A. Si tratta del programma di investimento statale nell’ambito del Pnrr per «Progetti pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica dei Borghi a rischio abbandono e abbandonati», che ha una dotazione finanziaria di 420 milioni di euro. «È un progetto di compatibilità tra sviluppo e ambiente - ha commentato il presidente della Regione Bardi all’atto della candidatura - oltre che di rigenerazione sociale e culturale. Inoltre costituisce una potente leva di promozione di una rinnovata attrattività per un ampio territorio le cui potenzialità di sviluppo, grazie ai 20 milioni di euro in arrivo con il Pnrr, avranno rilevanti ricadute sull’immagine dell’intera Basilicata».

L’immagine di Monticchio, per la verità, nel corso degli ultimi decenni, non è stata valorizzata come avrebbe meritato. Si può anzi dire che per lungo tempo la programmazione locale, nell’affannarsi a costruire attrattori artificiali in ogni parte del territorio, abbia dimenticato le meraviglie di cui la natura e la storia hanno abbondantemente fornito l’area dei meravigliosi laghi vulcanici. E se qualcosa è stato fatto, molti problemi, anche di manutenzione ordinaria, restano ancora irrisolti.

Puntualmente ogni anno la Gazzetta raccoglie allarmi per i ritardi nella ripulitura della sentieristica intorno ai laghi. «Anche quest’anno - commenta il consigliere comunale di Atella Vito Amato - un progetto avviato con la vecchia giunta regionale che prevedeva l’intervento di operai specializzati per la ripulitura dei tratturi da alberi e rami caduti, risulta al momento ancora bloccato». Indecoroso lo spettacolo offerto dalle strade, anche quelle asfaltate, a chi si è recato a Monticchio in questi giorni, con grossi alberi e rami ad ostruire la carreggiata. Una scena che si ripete dopo ogni inverno e che testimonia come mantenere il decoro e la fruibilità dell’area sia ancora una impresa non facile. E se dagli anni 90 ad oggi molto è stato fatto per recuperare il patrimonio archeologico della zona, nel mese di agosto dello scorso anno, di domenica, con il massimo dell’utenza consentita dal Covid, l’area archeologica di Sant’Ippolito era chiusa. Non solo. Navigando con gli ecobattelli lungo le sponde del lago piccolo era possibile ammirare le rigogliose foreste che risalgono verso il Vulture, ma anche alcuni locali fatiscenti. Senza scomodare il ricordo della funivia attiva negli anni ‘60 dai laghi al monte Vulture, definitivamente abbandonata negli anni ‘80 e di cui periodicamente si annuncia un possibile ripristino.

«Di fatto - ha detto il sindaco di Rionero Mario Di Nitto nel presentare il progetto di riqualificazione, mentre le altre tre M del piano turistico regionale sono decollate (mi riferisco a Matera, Maratea e Metaponto), la “M” di Monticchio è ancora ferma, con evidenti ripercussioni sull’equilibrio generale del sistema turistico ed economico dell’intera regione». E pensare che, storicamente, Monticchio è stata la prima località turistica ad essere lanciata in Basilicata, sia pure con un turismo di prossimità come target principale. Ma ora tutto questo potrebbe cambiare. «Monticchio - dice il sindaco di Rionero - ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un luogo fortemente attrattivo».

Soddisfazione per la candidatura arriva anche dall’ex assessore all’Ambiente Gianni Rosa. «È la conferma - dice - che l’intuizione di puntare sulla zona del Vulture, e concretizzatasi in numerosi provvedimenti degli scorsi due anni, si è rivelata vincente».

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