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Ballottaggio a Potenza, Tramutoli: «Nessun apparentamento»

Il candidato sindaco con Basilicata Possibile: non avremo anatre zoppe

Ballottaggio a Potenza, Tramutoli: «Nessun apparentamento»

POTENZA - «Nessun apparentamento tecnico», e se la «Basilicata Possibile» del candidato sindaco Valerio Tramutoli vincerà il ballottaggio del prossimo 9 giugno contro il candidato sindaco del centrodestra, Mario Guarente (Lega) "non ci saranno 'anatre zoppè nel consiglio comunale di Potenza, perché avremo 19 consiglieri, come prevede la legge, e potremo governare tranquillamente questa città, con la garanzia di persone oneste e competenti».
E’ lo stesso Tramutoli (sostenuto da due liste, «Basilicata Possibile» e «Potenza città giardino"), oggi a Potenza nel corso di una conferenza stampa, a delineare la sua visione del prossimo «duello» con Guarente e, a chi gli chiedeva se quello con l’avversario del Carroccio (che ha 36 anni) sia uno scontro generazionale o ideologico, Tramutoli ha risposto che «non è generazionale, perché ho a cuore il futuro di tutti i giovani, anche quello di Guarente, ma penso sia programmatico e per certi aspetti valoriale": su una possibile visita del leader della Lega, Matteo Salvini, a Potenza per sostenere il suo candidato, Tramutoli ha poi ironicamente commentato che «se viene ci aiuta ad evitare che vinca, se gli elettori lo ascoltano, allora ci aiuta davvero».

Nessuna «anatra zoppa», quindi, e «se il centrodestra la pensa diversamente - ha aggiunto Tramutoli - allora dovrebbero informarsi di più, studiare un pò di più aiuta». L’obiettivo, in ogni caso, è quello di «rappresentare tutti i cittadini che votano a Potenza, anche quelli della destra, che hanno diritto di avere una città più pulita, che funzioni, e per quanto riguarda il centrosinistra, noi vogliamo dare una rappresentanza a tutta la brava gente che finora ha sostenuto dei partiti». Tramutoli ha quindi escluso categoricamente ogni apparentamento tecnico: «Noi non facciamo accordi di apparato, e gli accordi che avremmo potuto fare, li abbiamo discussi prima delle elezioni: abbiamo posto le condizioni per fare un’alleanza politica che guardava a un programma di rottura rispetto al passato». Infine, sul voto disgiunto che ha caratterizzato parte delle scelte degli elettori, Tramutoli ha spiegato che «è una sorta di malattia politica: noi abbiamo scelto persone competenti, altri invece hanno adottato una logica di liste fatte per la raccolta degli 'affettì di parenti e amici. Finito il 'Festival degli affettì, i potentini sceglieranno i loro futuro e quello dei loro figli, spero quindi in un voto libero». 

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