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POTENZA - L’annuncio a sorpresa durante l’assemblea degli azionisti che si è svolta ieri a Roma. L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha dedicato un focus sui progetti in Val d’Agri, area che si vuole trasformare in «Energy Valley», nella valle dell’energia. Si tratta di un programma integrato e trasversale di business che prevede un investimento di circa 80 milioni di euro in quattro anni grazie al quale dare vita a un distretto produttivo basato sulla diversificazione economica, sulla sostenibilità ambientale e sull’economia circolare. «Abbiamo una nuova proposta per la Val d'Agri – ha anticipato Descalzi - una Energy Valley legata a tutto il terreno intorno al distretto dove ci sarà l’integrazione di diverse attività».
Il programma - che prevede un’occupazione di 200 unità nella fase di avvio e di 100 lavoratori per la gestione - comprende l’ installazione di impianti fotovoltaici per contribuire alla domanda energetica del Cova, con l’installazione in due fasi di due moduli da 2 Mega; la creazione di un Centro di Eccellenza per le Energie Rinnovabili che si occuperà dello studio di soluzioni tecnologiche, formazione tecnica e assistenza per la fase pilota; iniziative ad alta sostenibilità ambientale che mirano a ridurre le emissioni e il footprint ambientale, come ad esempio la realizzazione dell’impianto Mini Blue Water per il trattamento delle acque; lo sviluppo di interventi per la diversificazione economica, come il progetto «Agrivanda» che mira al ripristino dei campi dismessi e in stato di abbandono adiacenti al Cova attraverso la produzione di piante officinali, il biomonitoraggio e lo sviluppo di attività didattiche e laboratoriali nonché attraverso la promozione di iniziative di Formazione e Sperimentazione Agraria; la creazione di una sala operativa (Centro di Monitoraggio Ambientale) dove far confluire i dati relativi al monitoraggio delle matrici ambientali in corrispondenza del Cova e dintorni.
L’eco delle dichiarazioni di Descalzi hanno trovato sponda in Basilicata. Il segretario regionale della Cisl, Enrico Gambardella, ritiene importante che l’Eni abbia deciso di investire nelle rinnovabili. «La diversificazione energetica - commenta Gambardella - significa immaginare per la Val d'Agri un futuro che va oltre il petrolio. In questo senso la nostra regione può diventare il prototipo di un'economia ibrida facendo convergere in un grande piano di sviluppo regionale investimenti privati e pubblici. La comunità lucana chiede ad Eni un ampio piano di investimenti che parta proprio dall'energia alternativa per raggiungere l'obiettivo di nuovi insediamenti industriali per produzioni green». Quanto alle ricadute occupazionali ipotizzate, Gambardella ritiene che l’Eni possa offrire di più.

Giudizio positivo anche del segretario regionale della Uil, Carmine Vaccaro, ma «abbiamo bisogno - dice - di vedere le carte e conoscere come sarà attuato l’investimento, come saranno realizzati a regime i nuovi 200 posti di lavoro, quali profili professionali saranno necessari, perché non può essere certo il progetto «Energy Valley» a pulire la coscienza su responsabilità e disattenzioni in tema di ambiente e territorio. In tutto questo - conclude Vaccaro - è evidente il ruolo che spetta alla nuova Giunta regionale evitando che esso si risolva in un “comparsa” o in rito formale. La Regione deve incalzare Eni ad un confronto di merito perché si mostrino sul tavolo le carte dei progetti. È tempo di pensare alla definizione di nuove linee produttive di sfruttamento in loco dei derivati, con microinterventi nella “chimica fine” e dei nuovi materiali, delle bioplastiche, del farmaceutico e del biosanitario».
Critico Angelo Summa, segretario regionale della Cgil: «Ottanta milioni sono un investimento irrisorio, più da spot che di sostanza. È evidente che prima di qualsiasi politica di sviluppo in materia energetica - sottolinea Summa - bisogna ripartire dalla sicurezza e dall’ambiente. Non si può pensare di gestire la risorsa petrolio come fatto fino ad ora. Su questa questione bisogna da subito ribadire con forza che l’unica strada per lo sviluppo della Basilicata è la transizione energetica e nuovi investimenti in energia alternativa al fossile».

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