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Hanno l’intramontabile fascino d’altri tempi, l’aura magica di memoria condivisa, lontananza e radicamento, i giochi che si facevano una volta, in mezzo alla strada, sotto casa, tra vicoli, larghi e piazzette, da mattina a sera, quando i bambini potevano muoversi ovunque, liberi dall’assedio quotidiano, insostenibile, delle automobili. Il gioco della cavallina, campana, nascondino, un due tre stella, regina reginella, palla a muro, palla prigioniera: chissà se i bimbi di oggi ci giocherebbero ancora, con lo stesso entusiasmo dei bimbi di generazioni di decenni e decenni fa, quando bastava un gessetto colorato per scrivere e disegnare per terra; un fazzoletto di stoffa per bendarsi gli occhi o da afferrare in velocità, con prontezza di riflessi. Giochi storici, dinamici e coinvolgenti, precedenti al sopraggiungere dei primi parchi giochi attrezzati, dagli anni ’70 in poi, con l’immancabile varietà di scivoli, altalene e dondoli, giochi a molla, giostre, casette. E varietà anche di materiali: acciaio, legno, plastica, funi e reti di corda fino ai gonfiabili di dimensioni anche gigantesche.


Una miriade di opportunità, ma nel capoluogo e nel suo hinterland languono gli spazi attrezzati a disposizione del fanciullo che vive e abita la contemporaneità, ripiegato a capo all’ingiù, sguardo stretto sul display di smartphone, tablet e videogiochi. Con l’arrivo della bella stagione monta l’esigenza di disporre di spazi adeguati dove far giocare i bambini all’aria aperta. Per le mamme non c’è di meglio. Con le giornate che si allungano e le temperature in risalita è importante poter contare su aree dedicate in cui «contenere» e coinvolgere i più piccoli in giochi e tante attività. Se per generazioni intere di piccoli potentini il parco giochi per eccellenza è stato, senza dubbio, il Parco di Montereale con le sue giostrine, lo scivolo altissimo, la fontana (funzionante) e le aiuole e i giardini curatissimi, oggi la dotazione di parchi urbani in piena città si è progressivamente moltiplicata: al loro interno, infatti, non mancano – quasi mai - aree giochi attrezzate proprio per i bambini.

Ci sarebbe l’imbarazzo della scelta, eppure la rete di parchi urbani – da perfezionare, tra l’altro, quanto a manutenzione ordinaria e a collegamenti, magari anche ciclabili – potrebbe puntare ben più in alto, tentando di essere ancor più e meglio strutturata, realmente a misura dei più piccoli. «Nelle varie manifestazioni che portiamo avanti – spiega il presidente di Legambiente Basilicata Antonio Lanorte– cerchiamo sempre di fare il possibile per coinvolgere i più piccoli, spesso anche insieme ai loro genitori. Ma che nella città di Potenza, in particolare, e più in generale nel potentino, ci sia il problema di una quasi totale mancanza di spazi attrezzati e parchi giochi è un dato di fatto. C’è sicuramente qualcosa per i bambini più grandi: basti pensare alla possibilità di andare in bicicletta, come ad esempio al Parco fluviale. Ma per i più piccoli c’è veramente molto poco. E’ un tema su cui bisognerà insistere».

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