Lunedì 19 Agosto 2019 | 12:19

NEWS DALLA SEZIONE

Il caso
Potenza, lavori al carcere: chi è in arresto deve «emigrare»

Potenza, lavori al carcere: chi è in arresto deve «emigrare»

 
A San Nicola di Melfi
Volevano bruciare le erbacce: incenerita un’azienda lucana

Volevano bruciare le erbacce: incenerita un’azienda lucana

 
Il caso
Castelmezzano, Rubano offerte in chiesa: messi in fuga da 2 parrocchiani

Castelmezzano, rubano offerte in chiesa: messi in fuga da 2 parrocchiani

 
All'ospedale San Carlo
Cc morto nel Potentino dopo incidente stradale, donati gli organi

Cc morto nel Potentino dopo incidente stradale, donati gli organi

 
Enti sub regionali
Basilicata, via al valzer delle poltrone: impazza il totonomine

Basilicata, via al valzer delle poltrone: impazza il totonomine

 
Incidente stradale
Altamura, cade a causa della pioggia: morto motociclista di 39 anni

Altamura, cade a causa della pioggia: morto motociclista di 39 anni

 
l'Elephas antiquus
Venosa, rubano un osso di elefante preistorico: è caccia al ladro

Venosa, rubano un osso di elefante preistorico: è caccia al ladro

 
Salute
Potenza, riparte la guerra sulla radioterapia «Via dal S. Carlo per salvare il Crob»

Potenza, riparte la guerra sulla radioterapia «Via dal S. Carlo per salvare il Crob»

 
Il caso
Fiumicello di Maratea, depuratore rotto e acqua marrone, Bardi: «Vigileremo»

Fiumicello di Maratea, depuratore rotto e acqua marrone, Bardi: «Vigileremo»

 
Regione
Autonomia, i conti non tornano: la Basilicata perde 113 milioni

Autonomia, i conti non tornano: la Basilicata perde 113 milioni

 

Il Biancorosso

Coppa Italia
Bari perde ad Avellino 1-0, sfiorato gol alla fine

Bari perde ad Avellino 1-0, sfiorato gol alla fine

 

NEWS DALLE PROVINCE

BatIl furto
Barletta, ruba monete dalla cassetta delle offerte: arrestato

Barletta, ruba monete in chiesa dalla cassetta delle offerte: arrestato

 
MateraI dati del Sole 24 ore
Tempo libero, maglia nera per la Basilicata: in fondo alla classifica Matera e Potenza

Tempo libero, maglia nera per la Basilicata: in fondo alla classifica Matera e Potenza

 
BariLa denuncia
«Noi disabili in difficoltà a Torre Quetta chiediamo aiuto a Comune e Regione»

«Noi disabili in difficoltà a Torre Quetta chiediamo aiuto a Comune e Regione»

 
FoggiaNel paesino Foggiano
Roseto Valfortore, il sindaco: «Cercasi disperatamente segretario comunale»

«AAA cercasi disperatamente segretario comunale a Roseto Valfortore»

 
TarantoL'arresto
Statte, ladro sfortunato: entra in due case ma viene beccato dai proprietari

Statte, ladro sfortunato: entra in due case ma viene beccato dai proprietari

 
PotenzaIl caso
Potenza, lavori al carcere: chi è in arresto deve «emigrare»

Potenza, lavori al carcere: chi è in arresto deve «emigrare»

 
LecceIl Blitz
Borgo Piave, cardellini-esca per i bracconieri e partono sequestri e denunce

Borgo Piave, cardellini-esca per i bracconieri e partono sequestri e denunce

 
BrindisiAtti vandalici
Ceglie Messapica, vandali al castello: 3 turisti minorenni denunciati

Ceglie Messapica, vandali al castello: 3 turisti minorenni denunciati

 

i più letti

«È un piano senza effetti»

Basilicata, stop inceneritori nel 2020: Tar boccia ricorso ex Fenice

Il tribunale non cassa il piano regionale dei rifiuti nella parte in cui prevede che dal 2020 in provincia di Potenza non ci siano più in funzione termovalorizzatori

«L'ex Fenice preoccupa I valori sono oltre i limiti»

POTENZA - Il Tar respinge il ricorso della Rendina Ambiente, titolare del termovalorizzatore di Melfi noto come «Fenice» e non cassa il piano regionale dei rifiuti nella parte in cui prevede che dal 2020 in provincia di Potenza non ci siano più in funzione termovalorizzatori. Ma la sentenza è tutt’altro che un «da profundis» per l’impianto di S. Nicola, perché gli stessi giudici chiariscono che la pianificazione è solo un atto da carattere programmatorio e non ha nessuna autonoma efficacia.
Proprio questo, infatti, il motivo per il quale il ricorso dell’azienda è stato respinto perché i giudici, aderendo a una eccezione presentata dalla Regione, hanno ritenuto che ci sia una «carenza delle condizioni dell’azione» da parte della società, in quanto gli atti impugnati non comporterebbero «una concreta lesione di un interesse sostanziale».

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale, hanno spiegato i giudici, gli atti di pianificazione non sono immediatamente impugnabili, essendo possibile sollevare le censure afferenti i principi informatori dei piani in occasione dell’impugnazione degli atti applicativi, salvo che non contengano prescrizioni di per sé immediatamente lesive. E gli effetti lesivi lamentati da Rendina Ambiente «non risultano discendere in via diretta ed immediata dal “piano regionale di gestione dei rifiuti”, essendo gli stessi, oltre che dichiaratamente “tendenziali”, dipendenti dall’adozione di concreti atti applicativi, eventuali e futuri».

L’azienda aveva sostenuto che l’interesse al ricorso sarebbe fondato sul «chiaro e univoco riferimento all’impianto della ricorrente» di cui sarebbe «stata decisa la chiusura e l’interruzione dell’attività nel 2020 in data non precisata» come sarebbe dimostrato da più spunti riportati negli atti impugnati, tra cui, a titolo di esempio, quello contenuto «nel documento “Valutazione di incidenza, Studio di incidenza” in cui afferma che il Piano prevede l’“eliminazione dell’unico impianto di termovalorizzazione operante in Basilicata: il termovalorizzatore Rendina Ambiente srl (ex Fenice), sito in Comune di Melfi», mentre in altri punti si parlerebbe di “dismissione” o “azzeramento” dell’impianto stesso. Prescrizioni chiare, per l’azienda, nel senso di «apportare una lesione diretta, attuale e concreta alla ricorrente senza necessità di ulteriori provvedimenti: la delibera è idonea a produrre effetti immediati».
Per i giudici, in virtù della natura puramente programmatoria dell’atto, «la lesione dedotta risulta comunque futura ed eventuale e, dunque, sprovvista di ogni connotato di attualità, mentre l’interesse all’impugnativa delle cennate disposizioni potrà semmai emergere in uno col ricorso avverso gli atti applicativi, posto che “nei confronti degli atti amministrativi a carattere generale non si ravvisa l’interesse processuale al ricorso, in quanto si tratta di atti non idonei, in assenza di uno specifico atto applicativo, a ledere in via diretta e autonoma la sfera giuridica dei ricorrenti”».
Insomma, ad estremizzare, l’atto non può essere impugnato perché al di là delle parole non decide nulla in merito alla chiusura o ridimensionamento degli impianti e qualora un atto applicativo in tal senso dovesse essere adottato sarebbe quello a dover essere impugnato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie