Giovedì 18 Aprile 2019 | 12:28

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Criminalità

Le rotte lucane dello spaccio

Sequestri di droga in crescita all’ombra di racket ed estorsioni

Spaccio di (tanta) droga, chiesti 4 secoli per l’operazione «Corvo»

POTENZA - Le rotte della droga in una regione «cerniera» come la Basilicata, sempre più al centro dell’interesse di gruppi malavitosi pugliesi, campani e calabresi. Pur essendo fanalino di coda con la Valle d’Aosta per operazioni, sequestri e soggetti denunce rispetto alle altre regioni italiane, la Basilicata si conferma terra di transito e di smercio delle sostanze stupefacenti. È quanto emerge dall’ultima relazione annuale anti-droga del Ministero dell’Interno. Un dossier in cui vengono analizzati dati, elementi, caratteristiche e operazioni di polizia legate a questa tipologia di reati ma anche la situazione complessiva della criminalità lucana «orfana» dei cosiddetti «Basilischi», clan criminale a cui la Cassazione ha tolto l’imprimatur di associazione di stampo mafioso.
«Per quanto riguarda i traffici di droga - si legge sul dossier - si registrano reati legati allo smercio più che altro nei centri urbani più grossi». Il riferimento è a Potenza, Matera e paesi come Venosa, Avigliano e Pisticci. Complessivamente nel 2017 sono state effettuate a livello regionale 139 operazioni antidroga, di cui il 69 per cento nel territorio potentino e il 30 in provincia di Matera. Negli ultimi dieci anni i due picchi su base regionale sono stati registrati nel 2009 con 174 operazioni e nel 2010, con 194.
Ad occuparsi di far arrivare la droga in regione sono le grandi organizzazioni criminali di fuori-regione, i clan pugliesi soprattutto. A cui si aggiungono i gruppi locali.
«I rifornimenti di droga sono spesso legati a soggetti appartenenti alla criminalità pugliese oltre a gruppi emergenti locali» evidenzia la relazione che nello stesso tempo mette in luce le radici solide e sane della gente lucana e la capacità di contrasto delle forze dell’ordine.
«Come lo scorso anno la Basilicata è la regione che ha avuto, dopo la Valle d’Aosta, il minor numero di operazioni, di sequestri di droga e di denunce - viene precisato nel report -. Del resto, la particolare posizione geografica e la limitata presenza di scali aerei e marittimi, che in genere costituiscono i principali terminali dei flussi degli stupefacenti, tagliano fuori questo territorio dalle relative rotte». Verrebbe da dire: per una volta la storica carenza infrastrutturale produce qualcosa di positivo. Ma questa condizione non deve far abbassare la guardia. Non a caso sono in crescita i sequestri di stupefacenti rispetto agli anni precedenti: in particolare, la Basilicata ha contribuito, nel periodo esaminato, allo 0,06 per cento della cocaina sequestrata a livello nazionale, allo 0,04 per cento dell’eroina, allo 0,20 per cento dell’hashish e allo 0,46 delle droghe sintetiche, dato, quest’ultimo, che conferma la diffusione, soprattutto tra i più giovani, di pasticche dello sballo. Dati in aumento, anche per quanto riguarda le persone segnalate alla magistratura per motivi di droga: 207 denunce delle quali 145 in stato di arresto con un incremento del 5,91 per cento rispetto all’anno precedente.
Gli stranieri coinvolti nel narcotraffico sono stati 21 e corrispondono allo 0,51 per cento dei segnalati a livello nazionale. Si tratta di nigeriani, bengalesi e rumeni.
In crescita tra le persone segnalate la presenza femminile (con 19 donne coinvolte) mentre in flessione la presenza di minori coinvolti (14).

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