Sabato 31 Gennaio 2026 | 15:36

Potenza, Reillo: «Nel nostro distretto c'è carenza di organico»

Potenza, Reillo: «Nel nostro distretto c'è carenza di organico»

 
Potenza, Reillo: «Nel nostro Distretto,c'è carenza di organico»

Il presidente della Corte di Appello all'inaugurazione dell'anno giudiziario: «Si registrano da almeno venti anni i medesimi problemi: gli aumenti di organici rimangono sulla carta per mancata risposta agli interpelli o per il susseguirsi dei trasferimenti»

Sabato 31 Gennaio 2026, 12:01

"Nel nostro Distretto, così come in tutti quelli del Sud, si registrano da almeno venti anni i medesimi problemi: gli aumenti di organici rimangono sulla carta per mancata risposta agli interpelli o per il susseguirsi dei trasferimenti; la varianza resta singolarmente stabile: vi è simmetria tra nuovi ingressi di magistrati in prima destinazione e trasferimenti. Il risultato è un movimento migratorio costante in uscita e in entrata di Magistrati Ordinari in tirocinio, con scarti temporali che creano rilevanti disfunzioni”. Sono queste le maggiori criticità indicate dalla presidente della Corte d'Appello, Gabriella Reillo, nella relazione sull'amministrazione della giustizia nel Distretto di Potenza, con la quale è stato aperto l'anno giudiziario, stamani nel capoluogo lucano. “Il turn over risulta particolarmente incidente sul Tribunale di Potenza, il piu grande della regione, e su quello di Lagonegro. Nel periodo di riferimento, il 2024 il Distretto ha registrato una scopertura di organico del 22,9%, data l’assenza di 30 magistrati su 131, di cui 11 requirenti e 19 giudicanti, compreso il Presidente della Corte .La pianta organica della Corte d’Appello, rispetto alle pendenze e al disposition time – ha aggiunto la presidente - rimane di ridotte dimensioni essendo al di sotto delle 20 unità". Riguardo agli Uffici Territoriali, “la pianta organica al 30 giugno dello scorso anno del Tribunale Distrettuale di Potenza, il più grande del Distretto, ha presentato una scopertura del 23%”. 

Quanto al raggiungimento degli obiettivi del Pnrrr “ non è solo una necessità per la crescita economica dell’Italia e la sua credibilità sui mercati, ma soprattutto un’occasione storica per la giustizia che per la prima volta, dopo decenni, si e trovata a non dover far fronte alla mancanza di investimenti adeguati e a dare corso a un necessario processo di modernizzazione”. Lo ha detto la presidente della Corte d'Appello Gabriella Reillo, nella relazione sull'amministrazione della giustizia nel Distretto di Potenza, con la quale è stato aperto l'anno giudiziario, stamani, a Potenza. “Si sta facendo naufragare questa opportunità – ha aggiunto - per la mancanza del numero previsto di magistrati negli Uffici Giudiziari”. Per la presidente della Corte d'Appello di Potenza, Reillo, “il Pnrr e stata l’occasione per lanciare un programma ambizioso per cambiare radicalmente la giustizia e la sua percezione da parte dei cittadini, eliminando l’arretrato, riducendo le pendenze, tagliando i tempi. Un programma che, per una volta, aveva un respiro pluriennale con una visione sistemica e prospettica e, fatto non secondario e del tutto inusuale nel campo della giustizia, con adeguati finanziamenti. In relazione al settore Giustizia, il Pnrr prevede, infatti, risorse per 2.715.789.053,73 di euro (di cui 1.830.385.753,21 di euro spesi al 30 settembre 2025). Questo disegno che era articolato su diversi assi, sembra oggi essere meno considerato, come scivolato su un piano secondario, nell’ambito di una bulimia riformatrice che passa da una riforma epocale della giustizia a quella successiva, senza mai verificare esiti, pregi ed errori di quella precedente. Sembra che quanto conti siano i singoli interventi teorici su questo o quell’aspetto del diritto o dell’assetto ordinamentale - che garantiscono lanci propagandistici - e non l’impatto concreto delle norme sul sistema, sul lavoro degli operatori, ma soprattutto sulle aspettative e sui diritti dei cittadini. Il tempo sta per scadere – ha concluso - gli obiettivi sono ambiziosi, anche a seguito della rinegoziazione degli stessi da parte dell’Italia”.

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