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Il giorno della verità. L’inchiesta sulla sanità che ha sconvolto la Basilicata oggi avrà un suo primo punto fermo con gli interrogatori di garanzia. Piero Quinto, commissario dimissionario dell’Azienda sanitaria di Matera, e la direttrice amministrativa Maria Benedetto racconteranno al gip Nettis la loro verità su quelle accuse di concorsi truccati e di nomine pilotate. Loro, entrambi detenuti (rispettivamente a Matera e a Potenza) saranno i primi, e poi sarà stabilito il calendario per gli altri, compreso il presidente della Regione, Marcello Pittella. Gli avvocati difensori sono al lavoro da giorni sugli atti per mettere a punto una strategia che, secondo indiscrezioni, dovrebbe puntare a respingere, punto su punto, tutte le accuse, delineando la regolarità delle condotte tenute.

Intanto, più che la questione giudiziaria ad essere centrale in queste ore è la questione politica. Con il destino sulla ricandidatura del presidente Marcello Pittella, finito ai domiciliari. Da un lato, la conferma della ricandidatura sostenuta dalla convinzione di poter dimostrare la piena estranietà alle accuse, dall’altro l’ipotesi delle dimissioni e la scelta di un candidato alternativo per la coalizione di centrosinistra. C’è, poi, il tema della gestione amministrativa della Regione, passata - con la sospensione dovuta alla legge Severino - nelle mani della vicepresidente, l’esterna Flavia Franconi che, ieri, ha ufficialmente debuttato da «governatrice». Sorprendendo tutti per il piglio decisionista, inatteso rispetto al carattere riservato e silenzioso che ha sempre mostrato. La Franconi ha stupito tutti, rimettendo subito in moto la macchina amministrativa. Stabilendo, nella riunione con i direttori generali dei diversi Dipartimenti, che bisogna pensare alla regolare attività. Ai programmi da chiudere per il bene della comunità lucana. Insomma, un’azione puntuale e decisa che ha messo ko anche lo stesso Partito democratico che, considerandola una semplice supplente più che una vicaria, aveva deciso di farla affiancare non solo dagli assessori esterni ma anche da alti dirigenti dell’ente. La Franconi, però, ha scardinato i piani e dopo le prime riunioni di ieri, già oggi andrà in Consiglio regionale per una comunicazione (come tra l’altro sollecitato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle) proprio sulla vicenda sanità. Mentre l’opposizione, con Fratelli d’Italia, ha organizzato una manifestazione di protesta.


Se nei palazzi della politica si discute, a vivere giorni difficili è il vescovo di Matera, Giuseppe Caiazzo. Alle voci montate a seguito delle notizie dell’inchiesta, la Curia ha reagito dichiarando l’assoluta estraneità del monsignore. Da allora, il prelato si è chiuso nel silenzio e nella preghiera, ma domenica don Pino parla ai fedeli. «Fa male passare come un “questuante” a servizio dei poteri forti. Una logica che ho sempre combattuto, soprattutto quella delle raccomandazioni - dice -. Ogni giorno raccolgo le lacrime di mamme e papà in pena per i propri figli che non trovano lavoro; di famiglie che non possono vivere con dignità la loro vita perché mancano del necessario. Sento che è mio dovere di pastore farmi carico delle pene del mio popolo e di venire incontro come posso alle tante esigenze». «Ai piedi della croce - conclude - raccolgo il testimone dell’amore gratuito e disinteressato per servire questa Chiesa, questo territorio».

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