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In Puglia e Basilicata

Pg: «Sabrina? Una cinica»

20 Febbraio 2017

ROMA - «Non è un processo per affermare la responsabilità di Michele Misseri per omicidio», ma per confermare la colpevolezza di Cosima e Sabrina: «visti i continui ripensamenti di Michele, le corti hanno fatto a meno delle sue dichiarazioni». Questa la premessa da parte del sostituto pg della Cassazione, Fulvio Baldi, nella requisitoria al processo per l’omicidio di Sarah Scazzi ad Avetrana. L’accusa ha chiesto la conferma degli ergastoli a madre e figlia, decisi dalla Corte d’appello di Taranto il 27 luglio 2015 e della condanna a 8 a Misseri per soppressione di cadavere.

Tratteggiando le figure delle due donne, il pg ha affermato che Sabrina aveva «il necessario cinismo», «il tipo di azione commessa è nelle sue corde» e «non stupisce» che abbia inviato messaggi al telefono di Sarah «per procurarsi un alibi». Quanto a Cosima, il magistrato ne ha rilevato la «partecipazione emotiva credibile alla vita della figlia», tipica della madre del Sud, «compresa la vergogna» per le dicerie di cui Sabrina sarebbe stata oggetto e un «malinteso senso dell’onore»: «il movente c'è ed è addirittura più consapevole di quello di Sabrina».
Con sullo sfondo tali stati d’animo sarebbe maturato quello che le sentenza d’appello ha definito un omicidio d’impeto e poi l'ordine a Michele Misseri di sopprimere il cadavere.

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