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In Puglia e Basilicata

Bangladesh: non è l'Isis ma figli di ricchi

03 Luglio 2016

DACCA - Gli autori della strage al ristorante di Dacca erano tutti giovani, altamente istruiti e provenienti da famiglie bengalesi benestanti, dove diventare miliziani «è diventata una moda». E’ il ritratto spiazzante dei jihadisti fornito oggi dal governo del Bangladesh per bocca del ministro degli Interni Asaduzzaman Khan, secondo cui il commando non aveva alcun collegamento con l’Isis. Secondo Khan, i giovani «erano membri del gruppo jihadista bengalese Jumatul Mujahedeen Bangladesh», dichiarato illegale nel paese da più di dieci anni.

Sono «tutti istruiti, sono andati all’università e nessuno di loro ha mai frequentato una madrassa», ha spiegato il ministro. E alla domanda sul perché sarebbero diventati militanti islamici, Khan ha risposto: «E' diventata una moda».

Da quando sono cominciati gli omicidi di stranieri, intellettuali e membri di minoranze religiose in Bangladesh, il governo ha sempre respinto l’ipotesi dell’esistenza sul territorio nazionale di cellule dell’Isis o di Al Qaida, movimento che spesso hanno rivendicato i cruenti attentati. Il ministero dell’Interno a Dacca ha sempre sostenuto che gli autori degli omicidi erano militanti fondamentalisti locali.

Una posizione che stride completamente dalla rivendicazione fatta dal Califfato.

AL QAIDA AI MUSULMANI INDIANI: UCCIDETE - Il leader del ramo indiano di al Qaida ha incitato i musulmani indiani a «sollevarsi» e a lanciare attacchi alle autorità e alla polizia dell’India. Lo riporta il sito di monitoraggio delle attività jihadiste sul web, il Site. Asim Umar, leader di al-Qaeda nel subcontinente indiano (Aqis), ha evocato l’esempio dei «lupi solitari» in Europa.

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